La specialità idrogeologica

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    Una delle nuove frontiere nel panorama delle pratiche di intervento sul territorio a seguito di pesanti eventi emergenziali di natura idrogeologica, uno degli scenari dove la Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini sta maggiormente operando in termini di investimento e di formazione dei volontari è, senza dubbio, l’avvento e il corretto posizionamento delle nostre risorse rispetto a tutto quello che concerne la problematica Hcp. High Capacity Pumping è la sigla che sta ad indicare lo standard europeo ed internazionale degli interventi per spostare e allontanare quantità di acqua a notevoli distanze, a fronte di esondazioni o di dissesto idrogeologico.

    Dopo il necessario periodo di formazione e di esercitazione sui materiali, nel quale la specialità idrogeologica ha lavorato alacremente, per la prima volta il modulo Hcp dell’Associazione Nazionale Alpini è stato utilizzato, lo scorso mese di novembre, in occasione di Vardirex 2021 (Various Disaster Relief Management Exercise), l’esercitazione congiunta tra gli assetti della Protezione Civile dell’Ana e quelli delle Truppe Alpine, su un complesso scenario ospitato nel parco della Villa Reale di Monza, intercettando le acque del fiume Lambro onde consentire l’accesso in alveo delle macchine movimento terra per un intervento di messa in sicurezza di una porzione del corso d’acqua a seguito di precedenti esondazioni. «Prima dell’esercitazione Vardirex a Monza non era mai stato impiegato il modulo Hcp dell’Ana – spiega Luca Brandiele, referente nazionale per la Specialità idrogeologica della Protezione Civile Ana – occasione che ci ha dato la possibilità di testare le capacità operative e collaborative tra i vari Raggruppamenti.

    Le dotazioni del Modulo Hcp Ana si basano sulla specifica del Dipartimento nazionale della Protezione Civile in materia di configurazione del modulo Hcp europeo, il quale prevede una particolare tipologia di pompe idrovore ad alta capacità e di dotazioni che possano esprimere almeno 1.000 metri di tubazioni per ciascuna unità. Stiamo parlando di pompe con un altissimo potenziale, costruite per poter lavorare per giorni interi senza alcun problema e che, ovviamente, trovano impiego su grandi opere, quali ad esempio, lo svuotamento di complessi residenziali o basti pensare ad un centro abitato dove per scaricare si devono percorrere lunghi tratti – prosegue Brandiele.

    A Monza l’obiettivo era quello di riuscire a pompare 380 m³/h, superando un dislivello di 15 metri, attraverso l’impiego di alcune vasche da antincendio boschivo e con uno stendimento di 1.700 metri di tubazioni, compensando tutto l’impianto con l’impiego contemporaneo delle 3 pompe, senza dimenticare l’impiego delle pompe dell’Esercito Italiano, utilizzate a by pass delle due vasche, utilizzando, per ciascuna pompa, circa una decina di volontari specializzati. Operazioni complesse, realizzate anche grazie alla collaborazione sinergica di Paolo Brambilla, del 2º Raggruppamento. Attualmente la dotazione del Modulo Hcp della Pc Ana è costituita da tre pompe Godwin mod. CD150M, una per ciascun Raggruppamento, ad esclusione del 4º».

    s.m.