Un’esperienza incredibile

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    Sono una volontaria veronese classe 1976 che ha partecipato come responsabile al campus giovani #scendo in campo con la Pc Ana svoltosi a Ronco all’Adige (Verona). Sono ancora frastornata da abbracci, corse, piedi distrutti dopo una settimana di scarpe antinfortunistiche, ma qualsiasi fatica valeva quei sorrisi, quegli occhi luminosi, quelle voci raggianti che non vedevano l’ora di raccontare ai genitori l’esperienza vissuta. Sei giorni di montaggio tende, utilizzo carrello emergenza, attività coi cinofili, coi rocciatori, rischio idrogeologico con telonata, funzionamento pompe e coronella con sacchi di sabbia; e poi visita ai Vigili del fuoco, l’intervento di un alpino del 4º reggimento alpini paracadutisti ranger e ancora la giornata in visita al Genio guastatori a Legnago per il centenario di fondazione. Un onore e per i ragazzi un’esperienza incredibile. Tanti alpini e tanti volontari Ana, un’unica famiglia con tanta volontà, professionalità e apertura di cuore pazzesca: anche chi non ha potuto essere presente si è dato da fare nei giorni precedenti con donazioni in cibo o denaro per il campus, perché alpini e volontari Ana non indietreggiano mai. L’obiettivo è stato raggiunto grazie anche alla amministrazione comunale di Ronco che ha messo a disposizione una magnifica area e l’uso di una palestra: le amministrazioni sono sempre più vicine agli alpini. I ragazzi mi hanno fatto conoscere le loro storie, alcune drammatiche, alcune comuni e dietro a occhi apparentemente sereni a volte ho trovato sofferenze profonde; questo mi ha ricordato che i ragazzi vanno seguiti, ci vogliono impegno, costanza e presenza, ma per fortuna “il terreno” è fertile e ricco. Ringrazio l’Ana per questa esperienza, carica di significato perché oggi con i doveri che sembrano essere spariti e il significato di Patria desueto, per fortuna ci sono gli alpini che con la loro centenaria storia di memoria, servizio e solidarietà sono d’esempio per le future generazioni. Ho voluto condividere la mia gioia perché credo in ciò che rappresento come volontaria Ana non solo perché figlia di alpino – al mio fianco in questa esperienza – ma perché nella famiglia degli alpini valori ed esperienze valgono un “sacco”.

    Rossella Urbani

    Grazie cara Rossella, assieme alla lettera dell’alpina Alessia, hai aggiunto un tassello e una conferma al mosaico di valori che contribuiscono a rendere unico lo spirito alpino: ne abbiamo scritto innumerevoli volte, ma in tempi basati (spesso solo) su (troppe) parole, sono i fatti a rendere merito e giustizia delle scelte e dell’esempio.