Una storia semplice

    0
    11

    Signor direttore, mi farebbe un immenso piacere se lei potesse mettere un piccolo pezzo riguardante il mio compagno. Immagino la sorpresa se Luigi trovasse il racconto della nostra storia sulla vostra rivista, molto interessante, e che lui riceve sempre in quanto abbonato. La nostra storia è semplice e bella e potrebbe dare speranza a coloro che non ne hanno più. Io la penso così, visto che quando la racconto alle persone, queste mi dicono che gli abbiamo fatto rifiorire il morale. Aggiungo che siamo appena rientrati da una bella esperienza che ci ha unito ulteriormente. Partiti in bicicletta da Aosta senza molta convinzione, siamo arrivati prima a Pavia, poi a Cremona e quindi a Venezia. Più di mille km. Il tutto non è stato facile, ma l’abbiamo fatto per la nostra felicità. Il mio compagno è stato operato al cuore 17 anni fa, ha 82 anni e io 80, tutti e due vedovi. Ci siamo incontrati in un bosco della Valle d’Aosta, dove io risiedo una parte dell’anno dal ’57. Adoro l’Italia e la sua gente, che mi ha salvato dalla disperazione quando ho perduto mio marito, il pittore Piero Loggia, 29 anni fa. Io raccoglievo legna e Luigi mangiava un panino. Gli chiesi se aveva trovato funghi. Lui mi rispose che era lì solo per riempire la solitudine che trovava insopportabile. Gli promisi che gli avrei scritto tutte le sere, perché si sentisse meno solo, ma poi dopo un po’ di tempo smisi di farlo. Un giorno mia figlia mi disse: Luigi sta ancora peggio di quando l’avevi incontrato, da quando gli è morto il cane. È stato allora che ho ripreso i contatti e poco alla volta abbiamo scoperto dei punti in comune che ci hanno portato a vivere insieme da quattro anni. E dobbiamo dire che siamo felici. Ecco, direttore, la storia di un alpino, che è semplicemente adorabile. Con riconoscenza, i miei più cordiali saluti.

    Yolanda

    Questa non è solo una bella storia piena di speranza, ma uno stimolo per non cedere mai al pessimismo dell’anagrafe o a quello del fisico, quando esso sembra perdere le energie lungo il cammino. È il motore della mente, insieme a quello del cuore, che ci deve impedire d’essere dei rassegnati. E allora con gli auguri a Yolanda e all’alpino Luigi, anche il nostro grazie per la testimonianza di vita che ci hanno consegnato.