Una Sezione dalle mille iniziative

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    Il 4º reggimento alpini paracadutisti ranger, recentemente elevato al rango di Forze Speciali, è un prodotto di eccellenza militare legato a Verona: un legame indissolubile che trova proprio nella specificità del territorio un elemento di assoluta eccellenza in quanto offre grandi possibilità addestrative in tutta l’area della Lessinia, vera e propria palestra naturale.

    I “nostri” ranger (nostri perché Verona è casa loro dal 2011), partecipano generosamente alle attività della Sezione presenziando con mezzi e uomini nelle diverse celebrazioni e non solo. Come nel caso dei bimbi di una scuola primaria, vincitori per il triveneto del concorso “Il milite non più ignoto”, indetto dalla Sede nazionale dell’Ana, che hanno solcato le acque dell’Adige a fianco dei ranger del 4º reggimento alpini paracadutisti di stanza a Montorio dopo aver visitato l’Ecomuseo delle Trincee della Lessinia riportato alla luce nell’agosto del 2014.

    Un museo a cielo aperto, che in questi sei anni è stato visitato da oltre settemila studenti. Nelle giornate dedicate ai ragazzi, ci sono anche gli alpini del Gruppo storico 6º Alpini battaglione Verona con le divise, il fucile Carcano ’91 a canna lunga e le buffetterie dell’epoca. Ma la Sezione scaligera è pronta a raddoppiare l’offerta e sono già iniziati i lavori per il recupero della postazione sul versante a est, del Valon del Malera e di quella del punto di osservazione del Dosso di Gaibana.

    Il progetto prevede anche il recupero di due postazioni di artiglieria con stazioni telefoniche per i dati di tiro delle batterie di artiglieria. «Un dialogo che deve incessantemente continuare – commenta il Presidente della Sezione, Luciano Bertagnoli – perché dobbiamo tenere unito questo filo con i giovani e con le scuole, perché i nostri i ragazzi devono sapere chi sono e chi sono stati gli alpini». E così, studenti del liceo cittadino Copernico, due classi, una cinquantina in tutto, guidati dalle insegnanti, hanno aderito con entusiasmo alla proposta del Centro Studi della Sezione con una ricerca nuova e originale dando un’identità storica e umana, oltre il semplice nome e cognome, ai 3.915 soldati che sono stati tumulati nel Sacrario militare esistente presso il Cimitero Monumentale della città. Sorretto da questa esperienza il sacrario militare di Verona, all’interno del cimitero monumentale ha aperto le sue porte alla città.

    Ogni secondo fine settimana del mese, il sabato e la domenica dalle 9 alle 18 (le 17 in inverno), il monumento è visitabile a chiunque voglia riscoprire questo luogo di memoria. Gli alpini volontari della Sezione si alternano al sacrario militare anche per custodirlo e curarne la manutenzione ordinaria e sono presenti con materiale informativo durante l’apertura. Il dialogo con le istituzioni scolastiche ha consentito l’avvio, nel 2019, di un progetto sperimentale scuola-lavoro in Protezione Civile con l’approvazione del ministero dell’Istruzione, la partecipazione di studenti del liceo Copernico e dell’istituto Einaudi e con il coinvolgimento dei gruppi Ana e delle Squadre Ana di Protezione Civile della provincia. Questa sperimentazione, già al centro dell’attenzione da parte del Dipartimento nazionale della Protezione Civile e dell’Ordine dei geologi, è pronta per essere esportata e standardizzata in tutta Italia.

    «Esserci sempre»: questo è l’impegno dei soci atleti dei gruppi sportivi. Fedeli al loro motto, le penne nere della Sezione scaligera, al di là dei risultati ottenuti nelle diverse competizioni, vivono lo sport come uno degli strumenti più efficaci per “fare squadra”, oltre che rappresentare un’occasione che consente di avvicinare i giovani al nostro mondo e alla nostra associazione. La tradizione musicale della città di Verona consente alla Sezione di godere della vitalità e bravura di sette cori e tre fanfare Ana. Ascoltarne i canti, marciarne al ritmo è come risentire i sentimenti degli uomini coinvolti nella tragedia dei conflitti mondiali. Si afferrano le gioie della vita passata, il dolore del presente, la speranza del ritorno, l’intimo ricordo dei cari e la nuova amicizia verso i compagni di sventura, uniti dall’unico desiderio di vivere e di vivere nella pace.

    Giuseppe Vezzari