Una scelta controversa

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    Il Presidente della Repubblica, nel promulgare la legge istitutiva della Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli alpini, ha inviato una nota al Parlamento sollecitando l’istituzione di un’unica giornata a ricordo del senso del dovere e del sacrificio di tutti i soldati, di ogni Forza Armata. Qualche giorno prima un gruppo di ufficiali, a cui mi associo, aveva espresso perplessità in una pubblica lettera, evidenziando “la propria solidarietà a ogni altro Corpo militare dello Stato e a tutte le Associazioni combattentistiche e d’Arma, che si sono sentite… avvilite”. Sono perplessità e sollecitazioni che valgono per la legge nazionale non meno che per quelle regionali (Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia), nel frattempo emanate. Spero che a livello di Ana si comprenda che non abbiamo bisogno di gratifiche che possono apparire ammiccamenti politico-elettorali e divisive rispetto alle consorelle associazioni d’Arma, bastando la consapevolezza di aver bene operato per il bene comune.

    Paolo Jean, Capogruppo di Maggiora, Sezione di Omegna

    Caro Paolo, di tutto si può discutere, ma non condivido quando tu parli “ammiccamenti politico-elettorali”. Gli alpini, attraverso l’Ana, non hanno chiesto nulla e credo che presso l’opinione pubblica il loro servizio goda di una tale credibilità che, da sola, giustifica la scelta del Parlamento. Se poi si vorrà fare per legge la giornata a ricordo di tutto l’Esercito ben venga. Ma senza che questo diventi motivo di biasimo per gli alpini, il cui unico torto è quello di darsi da fare.