Una grande perdita

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    Gentile direttore, mi permetto di esprimere a Lei, ma anche ai componenti del Gruppo Milano Centro intitolato a mio zio Giulio Bedeschi, il cordoglio provato con la notizia che Cesare Lavizzari non sarà più tra noi. Rimane da ora la memoria di questo eterno ragazzo che della gioventù aveva l’entusiasmo e dei saggi la determinazione a tenere fermi, saldi e dichiarati i veri valori della civile convivenza basata sulla solidarietà. Tanti sono i ricordi di lunghi incontri con il mio papà Beppe, fratello di Giulio e anch’egli reduce della stessa folle guerra, che in quelle occasioni si lasciava andare a memorie che per natura teneva riservate, ma che affioravano grazie alla sincerità che l’interesse di Cesare ben dimostrava. Proprio riferendomi alle storie alpine vissute dalla mia famiglia, posso dichiarare anche che al dolore per la perdita di un uomo buono e generoso si somma il dispiacere che diventi silenziosa la sua voce sempre pronta a ricordare accadimenti che il passare del tempo non può dimenticare, ma anzi amplificare a monito per il futuro. Sicura che al mio pensiero si uniscano quelli del papà Beppe e dello zio Giulio, che lo avranno accolto con celestiale affetto, ripeto le più affrante condoglianze.

    Manuela Bedeschi

    Grazie signora della sua partecipazione, che esce dalla logica delle parole di circostanza, per dirci con sincerità di cuore la risonanza che aveva lasciato Cesare sulla sua sensibilità e intelligenza. Con Cesare si poteva essere in accordo o meno, ma nessuno poteva e può negare lo spessore intellettuale, di cui era dotato, insieme ad una acuta coscienza civica di alpino convinto.