Una giornata da celebrare

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    Ho letto con attenzione la lettera pubblicata sul numero di marzo a firma Giorgio Vivori e non posso che essere d’accordo con quanto da lui scritto. È stata una vergogna… Siamo ormai abituati giornalmente a leggere sui giornali e sentire dai tg che oggi è la giornata di…, domani sarà la giornata di… ecc. Ci si ricorda di tutto e di tutti, ma degli alpini pochissimo; vengono solo ricordati quando c’è da faticare, quando c’è la raccolta del Banco alimentare oppure se capita un disastro. Allora sì la memoria torna ad essere viva. Ma a chi spetta il compito di organizzare l’evento e dare applicazione alla legge istituita nel maggio 2022? Chi deve allertare le scuole di ogni ordine e grado perché gli studenti siano portati a conoscenza che c’è la “Giornata della memoria e del sacrificio degli alpini” (art. 4). Lei dice che la famiglia alpina è piuttosto lenta a metabolizzare le novità; a me sembra a livello nazionale la nostra Associazione si sia dimostrata molto simile ai bradipi.

    Guido Maccario, capogruppo di Ventimiglia, Sezione di Imperia

    Caro Guido, al di là del fatto che il riconoscimento agli alpini mi pare ormai unanime (tanto che varie “Giornate” sono state dedicate alle penne nere anche da molte Regioni) la Sede nazionale dell’Ana ha organizzato la prima “Giornata della memoria e del sacrificio degli alpini” a livello nazionale il 26 gennaio a Brescia, città scelta perché sempre lì, due giorni dopo, si sarebbe tenuta la solenne celebrazione dell’80º anniversario della battaglia di Nikolajewka. Dal prossimo anno la celebrazione nazionale sarà ospitata ogni anno in una città diversa; a tutte le Sezioni era stata inviata anche una lettera stimolandole a farsi parte attiva nei rispettivi territori per organizzare celebrazioni di intesa con le istituzioni locali, proprio in forza di questa legge, testo che raccomanda anche alle scuole di farsi parte attiva per promuovere iniziative culturali nell’occasione.