Un tassello per il futuro

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    In Associazione abbiamo un sogno, mai tramontato, chiamato leva. La sua sospensione, nel 2005, ha reso necessario avviare una riflessione sul futuro associativo e il Presidente Corrado Perona aveva aperto un confronto tra le Sezioni su questo tema. Il suo successore ha continuato su questa linea, aprendo al contempo dei canali con le istituzioni ai più alti livelli. Oggi all’interno dell’Ana si sente spesso il termine “Corpo Ausiliario”. Abbiamo chiesto al Presidente Favero di parlarci di questo argomento d’attualità che vede coinvolta l’Ana e il suo futuro.

    Presidente Favero, cosa si intende per Corpo Ausiliario e quale ruolo giocherebbe nel nostro Paese?

    I Corpi Ausiliari costituiscono una riserva organica e funzionale delle Forze Armate che possono intervenire in caso di bisogno; sono costituiti da personale selezionato, addestrato e formato. Specificatamente il Corpo Ausiliario Alpino è previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto tra lo Stato Maggiore della Difesa (Smd) e l’Associazione Nazionale Alpini nel dicembre del 2017. Il Corpo Ausiliario Alpino sarà gestito dall’Ana mediante una apposita convenzione con Stato Maggiore Difesa, con riferimento lo Stato Maggiore dell’Esercito e le Truppe Alpine, in particolare dal Comando Truppe Alpine con il quale abbiamo recentemente sottoscritto un accordo quadro di collaborazione. Il Corpo Ausiliario Alpino avrebbe la possibilità di integrare i nostri volontari di Protezione Civile e della Sanità Alpina con le Forze Armate nelle situazioni di emergenza sia in Italia che all’estero come la pandemia in atto sta drammaticamente dimostrando.

    Quali sono i prossimi passi affinché il progetto si concretizzi?

    Attualmente la procedura di attuazione del Corpo Ausiliario Alpino è al vaglio di un gruppo di lavoro misto presso il Gabinetto del Ministro della Difesa, come concordato in un incontro direttamente con il Ministro delle Difesa.

    Ci sarebbero novità importanti anche per l’Ana?

    All’Ana consentirebbe di disporre di una struttura con stato giuridico militare su base divisionale garantendo alle Truppe Alpine e all’Esercito un flusso di volontari con adeguata formazione sia civile sia militare con riconoscimento di crediti formativi e di qualifiche sia civili che militari con un evidente contenimento dei costi per la Difesa.

    Rappresenterebbe una svolta dopo la sospensione della leva obbligatoria?

    Certamente per noi come Ana l’obiettivo principale è quello del ritorno del servizio obbligatorio a favore della Patria così come previsto dall’articolo 52 della Costituzione, ma il Corpo Ausiliario Alpino sarebbe sicuramente una svolta che ci consentirebbe di disporre di nuovi soci ordinari (articolo 4 del nostro Statuto) su base volontaria con un limite di età di 55 anni.

    Come pensa verrà accolto tra i giovani?

    Da un nostro primo sondaggio tanti giovani, soprattutto quelli che provengono da famiglie alpine, sono disponibili e pronti ad aderire, in particolare quelli che hanno frequentato i nostri campi scuola. Per questo motivo è previsto l’allargamento dei campi scuola dell’Ana ai giovani fino ai 25 anni. Concludendo i tempi e le condizioni di vita sono in continua evoluzione e anche noi come Ana, nel rispetto del nostro Statuto e dei nostri valori, dobbiamo pensare al nostro futuro nella forma e nella modalità che l’attuale normativa ci consente. Sono nostro dovere e nostro impegno perseguire tutte le possibili strade che ci possono permettere di assicurare una continuità associativa valorizzando in particolare le giovani generazioni. L’impegno e le difficoltà non mancano ma anche tenacia e determinazione da parte nostra per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti, che sono stati approvati dalla nostra Assemblea dei Delegati e che il Consiglio Direttivo Nazionale ed io come Presidente hanno il dovere di perseguire.