Un ragazzo fortunato

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    Caro direttore, ti giro la lettera che “l’alpino scelto Giovanni Carrara” mi ha scritto dopo aver ricevuto in dono alcuni cd con i canti degli alpini. Appena saputo che c’era un regalo per lui (il Giò è molto impaziente), mi ha risposto con un sms che recita così: «Lucia, (che è la cognata e mia amica) dice che hai fatto un cd di canzoni degli alpini, tu devi sapere che per me sono come la rugiada del mattino e mi danno gioia, sono il ricordo più dolce del mio papà. Quindi so già che sarà un dono immenso.

     

    Grazie mille, Giovanni». Poco tempo fa, gli ho fatto arrivare il libro del ten. col. Renna sulla missione in Centrafrica, con dedica speciale per Giovanni. Non sono riuscita a recapitarglielo subito, ma appena sono andata a Brescia dove abita, gliel’ho portato. Lui non era a casa e quando è tornato e si è trovato la sorpresa: la gioia è stata grande! Il sabato successivo, accompagnato dalla sorella, mi ha portato il suo pensiero, che le riporto: «Io non ho parole per dire la mia gioia nel trovare una sorpresa per me, perciò uso un’immagine: la leggerezza del vento di primavera che muove le foglie. Le foglie sono il mio stupore e la mia felicità, la primavera sei tu e il vento leggero è il nostro essere alpini scelti». Giovanni, è un ragazzo “fortunato” come dice lui, e credo che davvero sia così perché i suoi genitori (che purtroppo non ha più) l’hanno considerato un ragazzo dalle stesse potenzialità del fratello e della sorella (uno medico pediatra e l’altra insegnante di italiano e latino al liceo). Il suo corpo è un contenitore con variabili diverse dallo standard: il suo sguardo non gli permette di vedere come vediamo noi ma con un tempo di lettura diverso dal nostro; non parla, ma un dolce suono di consonante è la sua espressione orale; le sue mani raccontano la sua gioia a seconda di quanto alza il braccio: se la mano raggiunge la fronte, Giovanni è molto felice. Non è autonomo nei movimenti, spesso è in carrozzina, o in casa, per brevi tratti, viene sorretto e accompagnato da un familiare. Ama molto ascoltare la musica e dondolarsi sulla rete elastica. Punto forte di Giovanni è la sua profondità d’animo; comunica con gli altri facendosi accompagnare la mano tra le letterine dell’alfabeto calamitate ad una lavagnetta. La memoria non gli manca: la lettera in allegato l’ha scritta in quattro giorni. Senza forzature, senza correzioni. Giovanni ci insegna a comunicare attraverso immagini semplici, inequivocabili, naturali.

    Rosanna Viapiana – Asola

    Cara Rosanna, questa è una meravigliosa storia, ma non una favola di Natale. È una storia di umanità vera. A volte mi capita di pensare che il mondo ha perso la capacità di amare, perso dentro i labirinti della razionalità e della tecnica, come se potessimo vivere senza il bisogno degli altri. Un po’ come se avessimo buttato fuori dalla scena i sentimenti, la spontaneità e la gratitudine. Poi sono queste persone, apparentemente sfortunate, che ci fanno capire il segreto dello star bene assieme. Auguri alpino scelto Giovanni.