Un pensiero al futuro in tempi difficili

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    L’anno scorso in questo periodo eravamo fiduciosi che il peggio fosse passato e che il Covid-19 fosse ormai superato; purtroppo non è stato così e da ottobre abbiamo dovuto contare ancora tanti contagiati e soprattutto tanti morti anche tra le nostre fila, dove sono “andati avanti” molti dei nostri veci cui va il nostro sentito pensiero e ricordo. Con l’avvio dei vaccini e con la loro capillare distribuzione, partendo dai più anziani, le cose stanno lentamente migliorando e questo, lasciatemelo dire, grazie al nuovo Commissario per l’emergenza, il generale di Corpo d’Armata Francesco Figliuolo, alpino e nostro socio, cui va il nostro apprezzamento e la nostra gratitudine e con lui ai tanti volontari della Protezione Civile Ana, della Sanità Alpina e dei nostri Gruppi che ancora adesso stanno dando il loro contributo nei centri di vaccinazione e nelle attività di supporto e assistenza.

    Questa pandemia ha cambiato la nostra vita, modificato le nostre abitudini con la forzata rinuncia alle occasioni di incontro, tanto importanti nella nostra realtà associativa dove fondamentali sono la condivisione e i momenti di socializzazione a tutti i livelli, dai ritrovi nelle sedi dei Gruppi e delle Sezioni fino all’appuntamento per noi più importante, l’Adunata nazionale, a cui anche quest’anno, il secondo consecutivo, abbiamo a malincuore dovuto rinunciare. La speranza e la volontà è che pian piano ci possiamo riprendere, come peraltro stiamo già facendo pur nel rispetto delle prescrizioni e delle normative vigenti, per poter tornare il prossimo anno ad una programmazione normale. Questa pandemia ci sta minando non solo fisicamente ma anche e forse di più spiritualmente, spesso compromettendo i rapporti interpersonali con il prevalere dell’individualismo.

    Ciò accade purtroppo anche al nostro interno. Serve da parte di tutti, a partire dai vertici associativi, un richiamo e un ritorno ai nostri valori fondanti per proseguire con unità di intenti nel riaffermare con forza i nostri obiettivi, in primis il ritorno di un servizio obbligatorio per i giovani a favore della Patria in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 52 della nostra Costituzione. La sensibilizzazione sul tema dovrà essere fatta a tutti i livelli, da quelli al nostro interno a quelli all’esterno, a cominciare dalle realtà che ci sono più vicine come i Comuni. Dobbiamo percorrere tutte le strade possibili perché se ci crediamo “per gli alpini non esiste l’impossibile”. Per questo a livello nazionale è stata costituita un’apposita commissione.

    La pandemia ha dimostrato l’importanza se non la necessità di disporre di un sistema formato e organizzato da affiancare al volontariato in casi di emergenza. Non possiamo dimenticare che quest’anno ricorre il centenario del Milite Ignoto che l’Ana ha ricordato con varie iniziative e che ci apprestiamo a onorare il prossimo 4 novembre ma che dovrebbe richiamare tutti alla necessità di contribuire al sacro dovere della difesa della Patria. Credo che i tempi siano maturi per affrontare e trovare soluzione anche per il nostro futuro associativo, consci della responsabilità che ci viene da oltre “cento anni di coraggioso impegno”. Per questo il rispetto dei ruoli statutari e l’unità di intenti sono oggi più che mai condizione necessaria per tutti gli associati per mantenere la fiducia della gente e per consentirci di perseguire i nostri obiettivi.

    Chiudo con un doveroso ricordo dei nostri Caduti e di quanti sono “andati avanti” e con un augurio ed un saluto a tutti i nostri soci, agli alpini in armi, agli amici ed aggregati, ai tanti simpatizzanti e a quanti ci stimano e ci vogliono bene, con un abbraccio alpino.

    il vostro Presidente
    Sebastiano Favero