Un esempio per tutti

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    «Giovanni è stato e sarà un esempio per tutti: sempre pronto a partire, sempre pronto a prestare la propria opera ed il proprio impegno, fino a donare la propria stessa vita per l’ultima emergenza del Coronavirus. La Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini non dimenticherà mai la figura di Giovanni, che prima ancora che volontario e alpino, era innanzitutto un grande amico». Sono le sincere e commosse parole di Gianni Gontero, Coordinatore nazionale della Protezione Civile Ana, nel ricordare Giovanni Cattaneo nella giornata nella quale l’amministrazione comunale di Recetto, in provincia di Novara, ha intitolato la piazza dove sorge il monumento agli alpini a Giovanni Cattaneo, locale Capogruppo e cuoco della Protezione Civile.

    Giovanni, classe 1949, nativo di Castellazzo Novarese, successivamente trasferitosi definitivamente a Recetto, alpino del 3º, battaglione Susa, ha trascorso la sua vita lavorativa prima come muratore, successivamente in fabbrica impiegato nel settore alimentare e tessile; una volta in pensione si è dedicato alla sua principale missione: aiutare il prossimo. Dal 2002 è stato Capogruppo degli alpini di Recetto e volontario della Protezione Civile della Sezione di Novara, nel 2009 ha prestato servizio per ben 17 turni come cuoco nella cucina da campo nell’Abruzzo ferito dal sisma a Barisciano. Tanti sono i capicampo che ricordano le litigate con Giovanni, che voleva mantenere in testa, anche in cucina, il cappello alpino anziché la “bustina” prevista dalle normative igieniche, così come tutti si ricordano che nessuno è mai rimasto senza pranzo o senza cena e non voleva sentir parlare del generico “panino”: ai fornelli era sempre pronto a mettere in produzione almeno una calda spaghettata aglio, olio e peperoncino, dose minima 5 chili.

    Il 2010 lo vede imbarcato sulla Nave Cavour, destinazione Haiti, colpita dal grave terremoto. Al suo rientro è papa Benedetto XVI che lo riceve in rappresentanza dei volontari del Piemonte, nel corso di una udienza in sala Nervi e rimane colpito dall’umanità e dall’impegno di Giovanni. Gli anni successivi sono un elenco martellante di missioni: nel 2011 in Liguria a seguito dell’alluvione, nel 2012 in Emilia Romagna durante il terremoto, nel 2017 a Norcia per il sisma che ha colpito il Centro Italia. Nel 2019 è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a riconoscere il grande operato di Giovanni, insignendolo della onorificenza di Cavaliere della Repubblica, consegnata il 2 giugno, al Palazzo del governo di Novara.

    Dal 1978, dunque, persona di grande disponibilità che ha sempre anteposto il bene degli altri al proprio, si è sempre messo a disposizione per l’organizzazione delle manifestazioni e degli eventi che hanno coinvolto le “sue” associazioni e il suo paese, fino al 2020, all’ultima tragica missione quando il Coronavirus lo ha colpito, tra i primi sul territorio novarese, mentre partecipava alle attività della Protezione Civile degli alpini a Novara, costringendolo a fare “zaino a terra” e a salire nel Paradiso di Cantore.

    Una comunità intera, che lo ha pianto allora, lo ricorda con affetto oggi, soprattutto i giovani che sono passati dai tanti Campi Scuola in provincia di Novara (Trecate e Recetto), che lo hanno sempre visto presente. I ragazzi e le ragazze semplicemente lo adoravano, per tutti loro era “nonno Giovanni”. E si sa, la semplicità, la schiettezza e l’affetto dei giovani non sbagliano.

    s.m.