Un editoriale commovente

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    Caro direttore, ho tra le mani L’Alpino di maggio. Ho guardato, dapprima con curiosità, la copertina. Poi ho letto l’editoriale. Sono rimasto commosso. Bravo che ci fai ammirare il cuore semplice di questo bimbo e le sue insospettate capacità.

    E un altro plauso ti voglio fare per l’importanza che già da qualche numero riservi alle pagine di auguri per i nostri veci. Un carissimo saluto.

    Beppe Orsello, Gruppo di Montà (Cuneo)

    Grazie caro Beppe. Ricambio un saluto cordialissimo.


    Caro direttore, ho letto con molta attenzione e compiacimento il tuo editoriale “Gli alpini… un bambino” e mi complimento per la profonda umanità e saggezza degli argomenti trattati e, lungi dal polemizzare, sono certo che avresti usato le stesse parole e argomentazioni se Alpiedino fosse stato disegnato da un più comune e nostrano Paolino Rossi, piuttosto che dall’esotico Adam El Haddad.

    Adriano Longini, vecio del 7º Alpini, Torino

    Caro Adriano, quando veniamo al mondo siamo tutti uguali. Poi sono le culture, le religioni, lo status economico… a creare le differenze e le caste. Guardare le cose con gli occhi di un bambino è tornare a quello sguardo originario, senza il quale rischiamo di coltivare la cultura del diverso e del nemico.