Un dolore ancora forte

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    L’ultima domenica di giugno si è svolta a Cappella Tamai di San Nicolò di Comelico la commemorazione dell’eccidio di Cima Vallona. «Sono passati 52 anni ma per me, per noi familiari dei Caduti di Cima Vallona, il dolore è sempre quello del primo giorno. Possiamo ragionare, elaborare il lutto, ma il dolore non passa».

    La testimonianza di Gabriella Piva, sorella dell’alpino Armando, è stato il momento più intenso e commovente della cerimonia per l’anniversario dell’eccidio. «Eppure – ha continuato Gabriella – l’affetto e la partecipazione che ci dimostrate ogni anno ricordando i nostri cari, ci da forza e speranza. Per questo vi ringrazio e vi abbraccio tutti».

    Gli applausi hanno salutato anche Marcello Fagnani, unico superstite dell’attentato, Ottavio e Amatore Dordi, fratelli di Olivo, Graziella e Francesco Di Lecce moglie e figlia di Mario, assieme al nipote Stefano. I familiari di Francesco Gentile non erano presenti. Di mattina presto si era svolto il consueto omaggio in quota nei pressi della Forcella, dove è stato eretto un sacello che ospita le croci. La cerimonia ufficiale è organizzata dalla Sezione Cadore, in collaborazione con il Comune di San Nicolò di Comelico.

    Dopo l’alzabandiera e l’onore ai Caduti, le allocuzioni aperte dal sindaco Giancarlo Ianese, con gli interventi del Presidente dell’Anie Raffaele Iubini, del Presidente dell’Anpdi Marco Bertolini, del col. Francesco Marra, comandante del 1º reggimento Carabinieri Tuscania. Ha poi preso la parola l’on. Luca De Carlo, che qualche mese fa è intervenuto alla Camera dei Deputati, ricordando l’eccidio di Cima Vallona: «Siamo qui per onorare le vittime, per stare vicino ai loro familiari, ma siamo qui come ogni anno anche per chiedere giustizia, visto che i responsabili dell’attentato, pur condannati, non hanno scontato nemmeno un giorno di pena. E dopo così tanti anni spiace constatare l’assenza dei rappresentanti della Provincia Autonoma di Bolzano.

    Dobbiamo lavorare per questo, per onorare nel modo migliore i quattro Caduti». Ha chiuso la serie di interventi Antonio Cason, Presidente della Sezione Cadore che ha ribadito l’impegno dell’Associazione nel perpetuare il ricordo dell’eccidio. È seguita la Messa, accompagnata dal corpo bandistico Val di Gorto di Ovaro e concelebrata da mons. Giuseppe Andrich, già vescovo di Belluno, e dal parroco di San Nicolò don Fabio Fiori. Al termine il rancio preparato dagli alpini del Gruppo di Danta di Cadore.

    Livio Olivotto