Un caffè con il Comandante

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    In occasione della Festa della Repubblica 2015, io e la mia fidanzata abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno nel soggiorno alpino di Costalovara, la struttura alberghiera situata sull’altipiano del Renon, sopra Bolzano. Così, il 1º giugno decidiamo di far visita alla caserma che mi aveva visto giovane alpino in divisa (quanti ricordi) e di passare dal Comando Truppe Alpine per lasciare un crest al Comandante, gen. C.A. Federico Bonato. 

    L’ufficiale di picchetto, senza troppe formalità, ci fa salire nella palazzina comando dove siamo ricevuti, con mia grande sorpresa, dal Comandante in persona. Dopo una veloce presentazione, ci invita a bere un caffè in compagnia, nel suo studio privato. Superati i convenevoli di rito, abbiamo chiacchierato su diverse tematiche che spaziano dalla vita militare a quella civile come fossimo stati amici da sempre, ritrovati casualmente per un caffè. Abbiamo conosciuto una persona meravigliosa, un uomo semplice, affabile e disponibile nonostante le sue molteplici attività. Abbiamo ripreso il nostro giro per la città, col cuore pieno di gioia per aver avvicinato una persona davvero speciale, che ci ha lasciato nell’animo un segno profondo dissipando il dubbio che solitamente i vertici sono irraggiungibili o vivono su piani distaccati dalla realtà quotidiana e non siano persone come tutte le altre, semplici, umili, ma anche decise, come si è dimostrato il nostro generale Federico Bonato. Una persona davvero “unica”.

    Andrea Palermo, Gruppo di Castronno, Sezione di Varese

    Pubblico volentieri questo scritto che rende onore al generale Comandante, verso il quale noi tutti nutriamo grande stima e cordialità, ma rende onore anche a tanti grandi uomini che hanno governato le nostre Truppe. Sono personalmente convinto che i veri uomini di governo debbano essere prima di tutto dei veri uomini, capaci di stare davanti, come fanno i condottieri che vedono più lontano, ma sentendo il valore delle persone che devono guidare, senza le quali non potrebbero andare da nessuna parte.