Un anno insieme

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    Cento anni fa, in questi giorni, dopo la fine della Grande Guerra, un senso di sollievo e di “moderata” gioia percorreva i popoli dell’Europa e dell’Italia in particolare. Per noi si compiva l’atto finale dell’unità della Patria e dopo Caporetto, per la prima volta sul Piave e sul Grappa, gli italiani si sentirono un popolo ed una nazione. Con questo spirito e con questi sentimenti ho partecipato alla cerimonia conclusiva del Centenario della Vittoria voluta, non a caso, dal Presidente della Repubblica a Trieste in Piazza Unità d’Italia il 4 novembre scorso. La nostra speranza e il nostro auspicio, come da richiesta che abbiamo già formalmente inoltrato, è che il 4 novembre torni ad essere la festa nazionale per eccellenza di tutti gli italiani a ricordo e memoria di quanti, per la Patria, hanno sacrificato il meglio di loro stessi fino al bene supremo della vita, giornata “delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia”. Credo sia il giusto e doveroso suggello “per non dimenticare”. Oggi più che mai un messaggio di unità e di identità è opportuno, se non necessario, in questa nostra Italia percorsa da spinte opportunistiche ed individualiste. È per questo che non ci stancheremo mai di chiedere a tutti i livelli un ritorno di un servizio obbligatorio a favore della Patria da parte di tutti i giovani, come recita l’art. 52 della nostra Costituzione che, voglio ricordarlo, non è mai stato abrogato e mantiene tutt’ora la sua efficacia. Su questo tema abbiamo insistito molto e continueremo a farlo tenacemente, convinti come siamo che sia la via giusta per far crescere i giovani con senso dello Stato, consci dei loro doveri prima che dei diritti, forti della propria identità ed appartenenza ad una Patria, capaci di comprendere cosa significhi e quanto gratificante sia dare gratuitamente. Noi, fedeli ai nostri valori, continuiamo ad operare concretamente ed efficacemente a favore della nostra comunità e a ricordare negli incontri e nelle cerimonie i nostri Caduti e quanti sono “andati avanti” come hanno fatto, lo scorso 3 novembre, i nostri Gruppi davanti al Monumento ai Caduti del loro Paese. Continua il nostro impegno nelle zone terremotate del Centro Italia nonostante le pastoie burocratiche; stiamo terminando in questi giorni il terzo intervento ad Arquata del Tronto. Qui ancora una volta voglio ringraziare la generosità dei nostri associati e di quanti privati ed enti hanno avuto fiducia in noi, basti pensare che la raccolta fondi per il terremoto del Centro Italia ha raggiunto ad oggi, senza contare l’apporto gratuito dei nostri volontari, la considerevole cifra di oltre 3 milioni e mezzo di euro. Quest’anno, per il 75º della ritirata di Russia, abbiamo costruito e regalato a Livenka, per noi Nikolajewka, il “Ponte degli Alpini per l’Amicizia”, rifacendo ex novo un vecchio ponte sul fiume Valuy, sopra il quale nella ritirata sono passati anche i nostri Alpini, mentre a Rossosch abbiamo “rinfrescato”, dopo 25 anni, l’Asilo Sorriso. Alla cerimonia, svoltasi nel terzo fine settimana di settembre, oltre a circa 300 alpini e familiari provenienti dall’Italia era con noi, a sugellare lo stretto legame che ci unisce, anche il Comandante delle Truppe Alpine gen. C.A. Claudio Berto. Con gli Alpini in armi poi, ad ottobre, abbiamo compiuto una esercitazione congiunta tra la nostra Protezione Civile e il nostro Ospedale da Campo, simulando un evento calamitoso in tre località distinte Cuneo, L’Aquila e Verona, cui hanno assistito ed espresso il loro plauso il Capo di Sme gen. C.A. Salvatore Farina, il Comandante del Comando delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito gen. C.A. Federico Bonato, il Comandante delle Truppe Alpine gen. C.A. Claudio Berto e il Capo del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli. Una grande esercitazione che ha sancito la stretta interconnessione e l’ottima efficacia operativa, in caso di emergenza calamitosa, tra Ana e Forze Armate ed in particolare Esercito e Truppe Alpine, nostra naturale interfaccia anche in vista della futura costituzione di un corpo ausiliario Ana. Dopo qualche giorno, a confermare l’ottimo affiatamento tra Ana ed Esercito, purtroppo non più come esercitazione ma realmente, hanno operato assieme nostri volontari di Protezione Civile e il Genio Militare a Rocca Pietore, nel bellunese, uno dei paesi più colpiti dagli eventi calamitosi che hanno interessato l’Italia nella prima decade di novembre con l’intervento nelle colonne mobili nazionali e regionali di tantissimi volontari di Protezione Civile Ana ai quali va il nostro sincero e incondizionato grazie. Per rispondere concretamente alla necessità delle popolazioni colpite in fase di ricostruzione, l’Ana ha aperto un conto in cui raccogliere i fondi di quanti vorranno contribuire e ai quali va fin d’ora il nostro grazie. Chiudendo, auguro a tutti gli iscritti all’Ana, alle loro famiglie, ai nostri Reduci, ai Capigruppo, ai Presidenti di Sezione, ai miei Consiglieri nazionali e Revisori, a tutti i collaboratori, ai Comandanti della Difesa, dell’Esercito e delle Truppe Alpine, agli Alpini in armi e ai loro familiari, un buon Natale e un felice 2019 che per noi sarà l’anno del Centenario di fondazione.

    Con affetto, un abbraccio alpino dal vostro Presidente Sebastiano Favero