Un anno di festa, all’insegna della generosit

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    Alle Stelline, la mattina di domenica 16 novembre c’è l’animazione delle giornate importanti. Saluti, abbracci, piccoli crocchi che discutono animatamente s’infittiscono all’avvicinarsi delle ore 10, inizio della riunione annuale dei presidenti con Corrado Perona e il CDN. Sono presenti i presidenti di 80 Sezioni in Italia (su 81) e i presidenti delle Sezioni Germania e Francia.

     

    L’ordine del giorno è fitto di argomenti e si comincia subito con la forza dell’Associazione al 2008: 312.362 soci, 71.233 aggregati, con un leggero decremento dei primi, inferiore all’uno per cento e un aumento dei secondi di 2.000 unità. Nuovi gruppi sono nati e le attività crescono di numero e qualità; doveroso il riconoscimento al lavoro fatto dai presidenti sezionali.

    Chiuso l’anno delle celebrazioni della fine della prima guerra mondiale, si apre il capitolo del 90º di fondazione della nostra Associazione. Operativamente e moralmente, dopo novant’anni, siamo solidi dice il presidente. Possiamo pensare ad un anno di festa all’insegna della generosità. La raccolta del 5 per mille ha fruttato 340 mila euro, che dovranno essere impiegati secondo le disposizioni di legge e che si pensa di destinare alla Protezione civile, all’Ospedale da campo e anche alla Fondazione don Gnocchi, in ottemperanza al suo testamento morale, rivolto ai suoi alpini: Amis, ve raccomandi la mia baracca .

    È in fase di ultimazione la stesura dell’aggiornamento della Storia dell’ANA ferma al 1993. Il volume coprirà il periodo mancante fino a tutto il 2008, come spiega il generale Di Dato, incaricato di coordinare i lavori di un comitato ristretto composto da Silvio Botter, Vittorio Brunello e Cesare Lavizzari e che da un anno cura la stesura del libro e raccoglie i vari contributi redazionali. Non si tratta di un libro di lettura, ma di consultazione, una sorta di minienciclopedia. Breve accenno alla vicenda della raccolta rifiuti in Campania e alla richiesta di un eventuale intervento dei nostri volontari da parte del responsabile nazionale della Protezione civile e dello stesso Capo del Governo.

    La nostra adesione di massima, ritenuta doverosa a fronte di un evento che screditava l’intero paese, non si è concretizzata perché il problema è stato risolto autonomamente con l’intervento determinante dell’Esercito. Soci Aggregati. Sulla scorta di un documento approvato all’unanimità dal CDN e fatto recapitare a tutte le sezioni per una loro valutazione, sono pervenute alla sede nazionale delle risposte quantificabili al 60 degli interessati.

    Il campione d’indagine è significativo e si può sintetizzare con una consistente percentuale che propone di lasciare le cose come stanno, una netta maggioranza che, sia pur con dei distinguo, accetta la linea proposta dal CDN e una minoranza abbastanza esigua che va oltre e ipotizza un inserimento degli amici con mansioni e compiti, oggi, di esclusiva competenza degli organi statutari.

    Il presidente Perona chiarisce: Non è in discussione il futuro dell’Associazione, che gode di ottima salute, ma si tratta di riordinare e disciplinare un fenomeno, quello dei soci aggregati, che numericamente sta assumendo proporzioni rilevanti, non essendoci norme che lo governano, e si complica, con rilevanti responsabilità civili e penali, in conseguenza di recenti norme che toccano il mondo associativo. Non si tratta di introdurre nuove categorie, ma piuttosto di regolamentare quello che già esiste. I non alpini partecipano di fatto alle nostre attività e le disposizioni sulla sicurezza ci equiparano a circoli privati, che possono essere frequentati solo dagli iscritti.

    Pertanto chi lavora con noi deve avere una copertura prevista dalle norme: la semplice assicurazione non basta. Si rende a questo punto necessario valutare anche il percorso che devono compiere i soci che intendiamo iscrivere. Bisogna trovare una soluzione. Nessuno vuole cambiare il volto dell’Associazione, ma confrontarci con serenità sul modo di gestirne una componente ormai significativa .

    Adunata nazionale. Sui criteri di assegnazione e sugli aspetti organizzativi e finanziari il presidente rileva che in pochi anni la massima manifestazione alpina ha assunto una complessità e una onerosità di proporzioni impensabili in passato. L’adesione delle istituzioni coinvolte non riveste più soltanto carattere morale, ma richiede uno sforzo finanziario di notevole entità, per cui anche il lavoro dei presidenti di sezione che devono impegnare gli enti locali nello sforzo organizzativo si complica e può creare imbarazzi in caso di non assegnazione.

    Si rende pertanto necessario regolare il percorso delle candidature con incontri, due volte all’anno, dei segretari di raggruppamento per discutere l’argomento ed escludere, per l’anno successivo, le sezioni di un raggruppamento già assegnatario dell’ultima adunata. Prima della discussione in CDN le sezioni candidate dovranno sottoscrivere l’assunzione dell’impegno economico con attestazione di concorso da parte degli enti istituzionali.

    È necessario precisare che la Commissione incaricata di valutare l’idoneità della proposta avanzata da una sezione è un organo tecnico, non decisionale. Quest’ultima prerogativa appartiene al Consiglio Direttivo Nazionale. Se ci sono delle date storiche o comunque di rilevante importanza patriottica, che si ritiene possano essere determinanti nell’assegnazione dell’adunata, devono essere rese note con largo anticipo e discusse negli incontri dei segretari di raggruppamento. Infine tutti i rapporti con gli eventuali sponsor e relativa raccolta fondi vanno gestiti dalla Servizi ANA s.r.l.

    Il presidente Perona illustra l’attività della casa editrice Mursia nelle relazioni esterne dell’Associazione. Oltre alla indiscussa professionalità, alla rete capillare a livello nazionale di cui dispone, aggiunge un catalogo che copre un’ampia panoramica della letteratura alpina e conosce il nostro modo di pensare. Si occuperà della prossima edizione della storia dell’ANA, di cui si è già parlato, e costituisce un valido supporto alla diffusione della nostra immagine associativa. A conclusione del suo intervento, Perona aggiorna l’assemblea su due importanti iniziative.

    La prima si riferisce alla disponibilità del Ministero della Difesa a considerare l’opportunità di istituire degli stage della durata di un mese, una specie di mininaja volontaria, per giovani dai 18 ai 25 anni, provenienti dalle regioni del Nord, allo scopo di sviluppare il senso civico e l’attaccamento ai valori della tradizione alpina. A noi conclude andrebbero bene tre mesi .

    La seconda riguarda le modalità attuali di reclutamento che penalizzano i ragazzi delle regioni dell’arco alpino. L’ANA e il Comando Interregionale Nord, sotto la guida del gen. D. Franco Cravarezza, intendono sperimentare una formula di promozione al reclutamento alpino mirato a riequilibrare la provenienza del personale, oggi attestata al 25 per l’area Nord. È stato individuato nella persona del dr. Adriano Rocci, già consigliere nazionale, il responsabile ANA incaricato di formalizzare una procedura che coinvolga le sezioni a svolgere un’attività propedeutica a favore degli aspiranti per ogni blocco di reclutamento.

    Conclusa la relazione del presidente nazionale si è aperta un’ampia e costruttiva discussione con l’intervento dei presidenti di sezione che, per esigenze di spazio, non possono che essere sintetizzati nella preoccupazione che i soci aggregati finiscano in qualche modo per attenuare la connotazione di associazione d’arma e supplire a nostre carenze associative (Sarti, Romoli), nella necessità di arrivare ad una definizione rapida per valorizzare i contributi degli amici (Garraffo, Pittoni, Ripamonti, Ravera).

    Interventi propositivi ci sono in relazione all’ordine di sfilamento alle adunate (Gaia), all’inserimento dei giovani negli organismi associativi (Scaperrotta), all’opportunità di acc
    ogliere favorevolmente le iniziative rivolte ai giovani da parte del Ministero della Difesa e del Gen. Cravarezza (Rumo), alle novità a livello assicurativo (Peraro) e alla diffusione della cultura alpina (Cherobin).

    Perona replica a tutti, puntualmente, assicurando che la nostra identità non è assolutamente in discussione, ma che si rende necessario riordinare dall’interno le nostre risorse. Cita i risultati dell’indagine fatta dalla sede nazionale e conclude ricordando che l’evoluzione dell’ANA investe problemi appena dieci anni fa impensabili. Per questo è necessario confrontarci con la consapevolezza che solo attraverso l’aiuto di persone qualificate, soprattutto a livello di Consiglio Direttivo Nazionale, di presidenti di sezione e di capigruppo, sapremo mantenere fermo e sicuro il timone dell’Associazione.

    Pubblicato sul numero di dicembre 2008 de L’Alpino.