Un aiuto ai senza tetto

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    Egregio direttore, sono un’insegnante in pensione e leggo da molto tempo e con grande interesse la sua rivista a cui mio figlio si è iscritto una decina di anni fa, dopo aver prestato per un anno il servizio facoltativo di leva alla caserma di Aosta. La ringrazio di tener viva la memoria su ciò che è successo durante la guerra, alcuni racconti sono molto toccanti, soprattutto le lettere arrivate dal fronte. Esprimono semplicità e bellezza d’animo, generosità e altruismo. Rispecchiano la parte migliore del popolo italiano che spero continui a germogliare anche grazie all’esempio dei nonni, zii o parenti e ai loro racconti. Il mio papà, ormai scomparso da molti anni, è stato partigiano in Val Soana e mi raccontava poco e mal volentieri di quel periodo. Sono riuscita comunque a cogliere il senso di ciò che era successo ascoltando i racconti degli amici conosciuti in quelle valli, amici rimasti fedeli nel tempo. Ascoltandoli in silenzio ho riempito i vuoti, ho viaggiato con l’immaginazione che può avere una bambina e ho sviluppato un grande senso di orgoglio e gratitudine verso tutti quei giovani che in qualsiasi arma hanno lottato per permettere a me, ai miei figli e spero a molte altre generazioni ancora, di vivere in uno stato democratico e libero. Le scrivo inoltre per chiederle un consiglio e un possibile aiuto. Faccio parte da poco tempo di un’associazione di volontariato di Torino che ha scelto di dare un aiuto alle persone senza tetto che vivono in questa bellissima città. Il problema più grande si pone però in inverno. Purtroppo molte persone si rifiutano di andare nei dormitori allestiti dal comune perché ritenuti troppo lontani dal centro e pericolosi. Chiedo quindi al gruppo alpini, tramite la sua rubrica, di aiutare queste persone allestendo delle tende da campo, magari in sinergia con la Protezione Civile, la Croce Rossa, il comune, i gruppi di volontariato, per alleviare la sofferenza di chi ha già perso tutto ed è costretto a vivere in condizioni estreme. La ringrazio per l’attenzione.

    Mariarosa Dematteis

    Gentile signora, prima di tutto grazie per ciò che fa. Quanto alla sua richiesta, è lei stessa tra le righe che indica la strada da seguire. Si tratta di coordinare quanti già operano nel settore, coinvolgendo l’amministrazione comunale, responsabile in primis della questione. Credo che se si intraprenderà un adeguato lavoro di coordinamento, gli alpini saranno certamente i primi a rendersi disponibili.