Un aggregato sedicenne

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    Caro direttore, le scrivo dopo aver letto l’articolo dell’ultimo numero riguardante la giovane Aurora. Una tredicenne che ha affrontato il tema degli alpini nella propria tesina con massimo rispetto. Ci tengo a raccontare la mia storia per rafforzare questo enorme senso di solidarietà verso chi ci ha aiutato e che merita oggi di essere ricordato e aiutato. Ogni anno si tiene la festa dello spiedo, un’occasione per gli alpini del gruppo comunale di rendersi utile. Dopo essere passato per quel banco per 3 anni di fila, ho voluto mettermi nei panni di coloro che offrono la propria disponibilità con il massimo impegno. Mi sono sentito in dovere di ricambiare ciò che loro fanno per noi. Così mi diressi al banco e non esitai a chiedere se serviva una mano. Naturalmente il vice Capogruppo mi accettò subito e fui molto felice di dare una mano a chi mi aveva aiutato. Dal momento che decisi di rimanere ad aiutarli tutta la giornata, mi regalarono un sacchetto di marroni da portare a casa. Questo piccolo gesto mi convinse a tornare a prestare aiuto. Ho partecipato poi alla prima assemblea del direttivo e poi alla seconda, alla quinta decisi di iscrivermi come aggregato all’Associazione. Forse ci tenevo a far stare bene quelle persone che avevano bisogno di un giovane aiutante, o forse puntavo a un unico obiettivo: sentirmi parte di un’istituzione militare. È da un anno che sono aggregato degli alpini (ho 16 anni), quanto basta per rispondere a delle definizioni assolutamente errate che mi hanno riferito alcuni compagni. Un ragazzo mi disse: secondo me sono solo degli ubriaconi che bevono e hanno degli obiettivi che non riescono a portare al termine. Un altro: sono un gruppo oramai in estinzione. Gli alpini non sono in estinzione e non lo saranno mai finché ci sarà qualcuno che continuerà a portare avanti i loro valori. Gli alpini sono ancora in evoluzione e hanno dei giovani con tanta voglia di continuare che sentono il dovere di reggere l’intera struttura su cui si basa questa istituzione. Il mio e quello di Aurora sono solo due esempi del grande rispetto dei giovani verso chi ha combattuto affinché noi potessimo essere qui oggi. È con questa ultima frase che mi sento di rivolgere a tutti gli alpini un enorme grazie.

    Nicolas Girondi, Isola Vicentina (Vicenza)

    Caro Nicolas, quanto ci scrivi è davvero consolante. Non tanto per il servizio che fai, che è prezioso, ma perché ci confermi che il fascino degli alpini fa breccia nel cuore di tanti giovani, a prescindere dai luoghi comuni degli ignoranti e spesso incolpevoli detrattori.