TREVISO – L’Adunata del ricordo

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    Le celebrazioni dell’Adunata sezionale trevigiana, che sono coincise con la commemorazione al Sacrario dove riposano le spoglie di 10.541 soldati, sono iniziate il sabato con l’inaugurazione della mostra itinerante “100 anni – 100 foto”, che attraverso un paziente lavoro dei curatori presso gli archivi di Vienna ha racconto cento scatti colti da fotografi “nemici” nelle terre italiane occupate in Veneto e Friuli. Vi hanno partecipato il Cds, le autorità locali e le scolaresche che, accompagnate dagli insegnanti, hanno presentato i lavori realizzati. È seguita la rappresentazione “100 voci, 100 trombe, un silenzio… al tramontar del sole”, spettacolo unico nel suo genere, svoltosi nella suggestiva cornice del Sacrario (nella foto sopra): un lavoro suggestivo ed emozionante, reso possibile dagli alpini di Pero, Breda di Piave, Fagaré della Battaglia, Monastier, San Biagio di Callalta e Zenson di Piave, con la collaborazione di tutti i cori della Sezione di Treviso (più di 120 cantori presenti) e di cento trombettieri provenienti non solo dalle fanfare Ana, ma da ogni esperienza musicale del Nord Italia, desiderosi di offrire un contributo alla memoria dei Caduti. Il racconto, cui hanno partecipato come protagonisti tre ragazzi della scuola media di Breda di Piave, ripercorre le tragiche storie di un richiamato e di un ragazzo del ’99, nei loro racconti, nella lettura degli atti ufficiali, come la cartolina precetto, nelle loro lettere ai familiari: il primo, più anziano, dal fronte dell’Isonzo, a Caporetto, alla resistenza sul Piave, il secondo direttamente al Piave, senza nemmeno l’addestramento. Il sapiente mix di letture e di canti eseguiti dal “Coro dei cori” (nato dall’esperienza sinergica dell’Adunata del Piave a Treviso nel 2017), unitamente alla consapevolezza della sacralità del luogo, ha coinvolto e magnetizzato l’attenzione del numerosissimo pubblico, ammutolito per l’emozione crescente. In un’atmosfera di massimo raccoglimento, a conclusione della rappresentazione, le cento trombe hanno intonato all’unisono il Silenzio, sulle cui note si è concluso il momento ufficiale della serata. Domenica, mentre gli alpini si stavano ammassando sulla riva destra del Piave, pronti per la sfilata verso il Sacrario, le autorità, tra cui il Presidente nazionale Favero e il vicario Ercole, assieme alle autorità civili, religiose e militari della zona, hanno effettuato sulle acque del fiume la deposizione di una corona ai Caduti in onore ai ragazzi che proprio su quelle sponde, cent’anni fa, si stavano massacrando chi per sfondare e raggiungere la Pianura Padana e dilagare in essa, chi per difendere le proprie terre e la propria gente e respingere l’invasore. Al termine della sfilata, la celebrazione della Messa, preceduta dalla deposizione di un’altra corona sui marmi del Sacrario, davanti alla Pc sezionale schierata, ai vessilli delle Sezioni intervenute, ai numerosi gagliardetti dei Gruppi, ai gonfaloni dei Comuni, agli emblemi delle associazioni combattentistiche e d’Arma, a un nutrito numero di sindaci del territorio e al numeroso pubblico. Molto emozionante la lettura della Preghiera dell’Alpino e l’immancabile canta “Signore delle cime”, eseguita dal coro di Breda di Piave Fameja Alpina che ha dato il suo supporto a tutta la Messa.

    Piero Biral e Paolo Carniel