Terra Alpina

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    Nel programmare gli appuntamenti di quest’anno, la Sezione Abruzzi aveva previsto in marzo il raduno sezionale a Teramo per festeggiare il 90º anniversario della costituzione del locale gruppo alpini. Un’occasione speciale durante la quale era annunciata l’inaugurazione di un nuovo monumento. Ma l’arrivo del Coronavirus ha fatto slittare la manifestazione, non la costruzione del monumento che è proseguita sotto la supervisione del Capogruppo di Teramo Tonino Di Carlo, oggi anche Consigliere nazionale. Quello realizzato non è un semplice monumento all’alpino, ne esistono tanti distribuiti in Italia, ma un monumento ai Caduti di Selenyj Jar.

    Le attività sono iniziate il 9 ottobre con la riunione della Commissione Sport nazionale a L’Aquila, presente il Responsabile Renato Romano e la squadra di tecnici che hanno effettuato il sopralluogo in vista delle Alpiniadi del 2022. Il giorno seguente nel convegno “Alpini d’Abruzzo in terra di Russia” il comandante del 9º reggimento alpini, colonnello Gianmarco Laurencig e il colonnello Pietro Piccirilli hanno rievocato la storia dal 22 dicembre 1942 al 1º gennaio 1943, nel quadrivio di Selenyj Jar, dove si consumò il sacrificio del battaglione alpini L’Aquila. Partirono 52 ufficiali, 52 sottufficiali, 1.752 alpini e 35 automezzi e tornarono in Italia soltanto 3 ufficiali e 159 tra sottufficiali e alpini: gli altri che sono rimasti in terra di Russia ci ricordano come sia nostro dovere tramandare la loro memoria alle future generazioni.

    La giornata è proseguita con la presentazione del libro “Benvenuti nell’Abruzzo teramano” presentato da Mario Salvitti che, partendo dal 1930, ha raccontato i 90 anni di storia del Gruppo di Teramo. La seconda parte della giornata è stata dedicata al conferimento della cittadinanza onoraria di Teramo all’Associazione Nazionale Alpini, “esito naturale del legame tra la nostra terra, le nostre generazioni e ciò che gli Alpini sono stati e sono”, come recita in apertura la pergamena consegnata dal sindaco Gianguido D’Alberto al Presidente Sebastiano Favero nella sala consiliare. Alla cerimonia erano presenti il Presidente del Consiglio comunale Alberto Melarangelo con alcuni assessori e il comandante del 9º Alpini che ha ricevuto lo stesso riconoscimento anni addietro.

    Per l’Ana c’erano anche il vice Presidente vicario Alfonsino Ercole, numerosi Consiglieri nazionali e il Segretario nazionale Maurizio Plasso. Il vessillo della Sezione Abruzzi era accanto ai vessilli ospiti di Brescia, Marche, Roma e Varese. L’11 ottobre è stata la giornata dedicata all’inaugurazione del monumento ai Caduti di Selenyj Jar. Il cielo si è vestito a lutto con una pioggerellina autunnale per poi aprirsi a qualche raggio di sole al momento dell’inaugurazione. Il Labaro è stato scortato dal Presidente Favero, dal vicario e da una rappresentanza cospicua del Consiglio nazionale. Accanto, il vessillo della Sezione Abruzzi con il Presidente Pietro D’Alfonso e il Consiglio sezionale. Tra le Medaglie d’Oro di cui si fregia, quattro sono di alpini caduti a Selenyj Jar: Enrico Rebeggiani, Giuseppe Mazzocca, Gino Campomizzi, Ugo Piccinini. Alla cerimonia non poteva mancare il 9º Alpini, il cui motto scolpito in caserma recita: “Noi siamo quelli di Selenyj Jar”.

    Gli alpini in armi erano guidati dal col. Laurencig, accompagnato dal comandante del battaglione L’Aquila, ten. col. Roberto Tosto e dal comandante del battaglione Vicenza, ten. col. Marcello Nebbiolo. La presenza del prefetto di Teramo Angelo de Prisco, del comandante dei Carabinieri col. Emanuele Pipola, del sindaco D’Alberto e di altri 19 sindaci della Provincia, hanno trasmesso l’importanza dell’evento. Il monumento ai Caduti di Selenyj Jar è della città di Teramo ed è stato realizzato dal locale Gruppo, ma per il significato che vogliamo trasmettere ai posteri ritengo debba essere di tutto l’Abruzzo. Per non dimenticare il 9º Alpini e il suo battaglione L’Aquila, orgoglio di tutti gli abruzzesi. Un ringraziamento speciale va al gruppo alpini di Teramo e alla fanfara della Sezione Abruzzi che nonostante le rigide regole di distanziamento imposte dall’emergenza sanitaria, hanno saputo dare un tocco più alpino alla manifestazione. E un grazie va alle penne nere della Sezione Abruzzi che nonostante la giornata grigia e i rischi dell’infezione, hanno voluto partecipare ad un appuntamento così importante.

    Pietro D’Alfonso