Teniamoci la nostra Preghiera

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    Circa la Preghiera dell’Alpino mi sono un po’ stancato di leggere le trite richieste di mutamento del testo. Come dici tu, è assurdo cambiare le parole a seconda del momento storico e politico. Seguendo la linea degli innovatori, dovremmo cambiare anche l’Inno nazionale che utilizza concetti superati (“elmo di Scipio”, “schiava di Roma” ecc.), per non parlare della “Leggenda del Piave”, che parla dell’“ impiccatore” e dei “torvi imperi”. E che dire dell’inno di Garibaldi, non certo pacifista (“le spade nel pugno, gli allori alle chiome”) e non certo in linea con la fraternità dei popoli (“bastone tedesco l’Italia non doma, non nascono al giogo le stirpi di Roma”). Caro Milani, che vorresti cambiare il testo della nostra Preghiera, perché non proponi anche di cambiare la maglia dei nostri atleti, visto che l’azzurro fu scelto in omaggio ai Savoia? E che dire dell’Ospedale Regina Elena o delle piazze dedicate a Cavour, primo ministro di Vittorio Emanuele II? E perché non revocare le medaglie al valor militare di coloro che morirono nelle guerre fasciste o volute dalla monarchia sabauda? Che cosa avrebbero dovuto fare? Disertare o arrendersi al nemico in odio a Mussolini o al Re? L’Italia è felicemente una Repubblica democratica da difendere come richiede la nostra bellissima Costituzione, che basta e avanza. Proseguiamo dunque nel cammino democratico, ma non andiamo ad abbattere monumenti, a cambiare nomi alle piazze o a modificare i testi delle preghiere. Saremmo ridicoli e dimostreremmo di non aver capito che cancellare le tracce del passato è un’operazione che solo le più feroci dittature hanno cercato di compiere. Teniamoci dunque la nostra Preghiera così com’è, così come ci teniamo l’Inno nazionale anche se non è più al passo con i tempi.

    Mauro Marchetti

    Caro Mauro, sono perfettamente d’accordo con quanto sostieni. Piegare la storia, sia pure nei suoi simboli, alla sensibilità contemporanea vuol dire, di fatto, sbriciolarla, piegandola in modo strumentale a sensibilità o ideologie che si servono di essa piuttosto che cercare di conoscerla e interpretarla.