Il medico degli alpini

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    Sono anni che volevo scrivere e dopo 14 anni che faccio parte del gruppo amici degli alpini della Valtellina mi cimento a farlo. Sono un irpino che nel 2005 ho conosciuto gli alpini valtellinesi diventando il medico della Pc Ana della Valtellina. Anche ora, pur trasferito a Como, continuo ad essere il loro medico. Da quando frequento gli alpini valtellinesi e successivamente anche gli alpini di altre sedi e raggruppamenti posso dire che sono fortunato. Ringrazio sempre l’amico che mi fece conoscere Giotto e il collega responsabile della Sanità. Sì, perché io credo d’impegnarmi nelle mie cose ma vedo che nei momenti della vita professionale e personale che hanno sia momenti belli che particolari, mi siete vicini. E non voglio dilungarmi ma desidero dire una sola cosa: siete grandi perché siete una grande famiglia, vicini con discrezione all’alpino e all’amico degli alpini. Grazie.

    Aniello Iannaccone, amico degli alpini della Valtellina

    Caro dottore quello che lei scrive è esperienza che ognuno di noi fa quotidianamente. Con gli alpini si sta bene. Mi chiedo spesso il segreto di questa realtà e sempre più mi convinco che gli alpini quando sono insieme esprimono il meglio di quella cultura e sensibilità popolari, fatte di semplicità, disponibilità, gioiosità… ingredienti di cui le persone hanno un bisogno fondamentale. Tra noi non c’è posto per il protagonismo solitario o per l’affermazione di primati sociali o culturali. Si è tutti una cosa sola, alla pari e questo fa sentire tutti a casa propria.