Super Feltre

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    A fine giugno si è svolto a Feltre e Lamon il 43º campionato Ana di corsa in montagna a staffetta, in un territorio storicamente legato agli alpini e ricco di storia, cultura e bellezze naturali che vanno dal Fiume Piave al Monte Grappa, fino al Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, capace di rendere questa terra a buon titolo parte del patrimonio mondiale Unesco.

    La Sezione di Feltre dopo 35 anni è ritornata protagonista di un campionato nazionale, in un anno significativo per l’Associazione che celebra il Centenario di fondazione. Se nel passato il contesto geografico era quello segnato dalle vicende della Grande Guerra con i monti teatro di durissimi combattimenti e i paesi preda dell’invasione nemica, lo scorso giugno quegli stessi luoghi, ingentiliti da una ricca vegetazione e da un clima di festa, sono divenuti protagonisti in modo diverso, lasciando spazio alle penne nere e ai loro soci, uniti nella fatica imposta dalla gara. La Sezione di Feltre si è impegnata senza risparmio di energie per la buona riuscita della competizione, curando in modo particolare l’impegnativo percorso.

    La cerimonia di apertura della manifestazione si è svolta nella suggestiva cornice rinascimentale del centro storico di Feltre, iniziata con l’alzabandiera e gli onori ai Caduti al monumento cittadino, momenti accompagnati musicalmente dalla Filarmonica di Lentiai. A seguire le autorità e un nutrito corteo di alpini provenienti da 34 Sezioni hanno sfilato per le vie del centro. Gli storici, caratteristici sbandieratori della Città di Feltre hanno accompagnato il corteo nella cittadella che, nei propri palazzi affrescati, ospitava l’apprezzata mostra dell’artigianato artistico.

    Dopo gli interventi dei sindaci di Feltre e Lamon, Paolo Perenzin e Ornella Noventa, la parola è passata al Presidente sezionale Stefano Mariech, al ten. col. Salvatore Lentini in rappresentanza del 7º Alpini e al Presidente nazionale Sebastiano Favero. È seguita la lettura della formula di apertura del campionato, pronunciata dal responsabile della Commissione sportiva Renato Romano e sottolineata dall’accensione del tripode da parte dell’atleta paralimpico Oscar De Pellegrin, Medaglia d’Oro nel tiro con l’arco a Sidney. La Messa nella chiesa di San Rocco e uno spettacolo musicale hanno concluso la serata.

    Domenica la competizione è entrata nel vivo nel territorio di Lamon, un altopiano apprezzato per le risorse storico- paesaggistiche, famoso per la produzione del tipico fagiolo. Sono stati ben 456 gli atleti che si sono presentati al via, accolti da un sole battente, pronti ad affrontare il tracciato di gara studiato dal referente allo Sport e vice Presidente sezionale Emanuele Casagrande con i suoi collaboratori.

    Il percorso ben segnalato e presidiato da oltre 70 penne nere si snodava lungo i 7,2 km per 280 metri di dislivello con arrivo e partenza in Piazza 3 novembre. Suggestivo il panorama offerto agli atleti, tra bellezze paesaggistiche, borghi antichi e luoghi caratteristici come il celebre Ponte Romano, simbolo della gara.

    Si sono laureati campioni Ana gli atleti della Sezione di Feltre con la terna Livio De Paoli, Federico Pat e Gabriele De Nard. Al secondo posto la Sezione di Torino con Di Gioia, Stella e Viceconte; terza la Sezione Valtellinese con Bagiotti, Pedroncelli e Lerda. Il trofeo “Ettore Erizzo” è assegnato alla Sezione di Feltre con 1.445 punti, seguita da Belluno (1.190 punti) e la Sezione Valtellinese (1.081 punti). Feltre si impone anche nel trofeo “Conte Caleppio” valevole per la categoria Aggregati, seguita dalle Sezioni di Torino e Trento. Importante la partecipazione del 7º Alpini che si aggiudica la categoria “reparti militari a coppie” e quella del 3º reggimento artiglieria da montagna che si aggiudica la categoria “reparti militari a terna”.

    Al termine della gara va reso merito a quanti hanno collaborato alla buona riuscita della manifestazione, in particolare ai tecnici e ai componenti della Commissione sportiva nazionale diretta dal Consigliere Renato Romano. Ancora una volta gli alpini hanno saputo dimostrare con le loro doti di umiltà, preparazione, dedizione e disponibilità uno spirito aperto al lavoro di squadra e alla collaborazione.

    e.c.