Sulle nevi di Valtellina

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    Sono state le note del Trentatré, profuse dalla potente fanfara Sezionale Valtellinese, a scuotere i torpori di due anni devitalizzati di manifestazioni sportive, per infiammare i presenti alla cerimonia d’apertura del 55º Campionato nazionale di slalom in Aprica, nota stazione orobica della Valtellina, che si appresta a festeggiare i dieci arrivi di tappa del Giro d’Italia. Cerimonia che ha preso avvio nel pomeriggio di sabato 9 aprile sulla piazza del Palabione, ai piedi dell’impianto di risalita che, la mattina successiva, avrebbe portato sulle piste perfettamente preparate i 327 atleti a cimentarsi agonisticamente sugli sci. Bel colpo d’occhio osservare la piazza gremita, colorata, con predominanza di cappelli alpini e cuori palpitanti e lieti di ritrovarsi nella liturgia scarpona che tanto piace quanto è mancata da troppo tempo. Schierati i ranghi via con l’alzabandiera, l’omaggio ai Caduti e i saluti delle autorità.

    È toccato ad un emozionato Capogruppo d’Aprica, Carlo Ambrosini, salutare e ringraziare i convenuti e quindi al sindaco Dario Corvi esprimere i sentimenti della comunità aprichese: «Sono certo sia anche un’opportunità per guardare con rinnovato ottimismo al futuro, nella consapevolezza che ciò che avete seminato nella vostra gloriosa storia possa essere d’insegnamento per tutti noi e per le generazioni future. Avervi qui oggi è però altrettanto importante per noi, che alpini non siamo.

    Ci date l’opportunità di respirare e poter avere contatto con una cultura che ritengo essere unica, di cui siete depositari, contraddistinta da alti valori di generosità, coraggio, sacrificio ed altruismo. Valori oggi per nulla scontati, che non possono essere dispersi e che dunque vi chiediamo con forza di continuare a trasmettere e tramandare. E ve lo chiediamo ancor più oggi, in questo particolare periodo storico contraddistinto dalla guerra in Ucraina, che da settimane ci mostra la crudezza e follia della guerra. Purtroppo con la consapevolezza che a qualcuno la storia nulla ha insegnato. Auspico che in tempi ragionevoli si possa tornare a parlare di pace».

    Auspicio rinnovato poi dal prefetto di Sondrio Roberto Bolognesi; dal responsabile della Commissione Sport Tonino Di Carlo e dal Presidente della Sezione Valtellinese, Gianfranco Giambelli. Si è quindi entrati nel clima della competizione con l’accensione del tripode effettuata dall’alpina Francesca De Campo e dall’intervento conclusivo di Tonino Di Carlo che ha dichiarato aperto il 55º Campionato nazionale. Infreddolita dal gelido vento, inquadrata da meticolosi cerimonieri, la truppa ha ritrovato il gusto e l’entusiasmo della sfilata percorrendo un buon tratto di vie laterali per approdare al vialone del Passo e concludersi allo spazioso santuario di Maria Ausiliatrice con la celebrazione della Messa.

    Domenica, illuminata da tersa giornata di sole, Aprica ha visto il cimento in quota di alpini e aggregati delle 37 Sezioni; una conferma che anche lo sport è strategica ripartenza dopo i prolungati pit stop imposti dall’emergenza pandemica. La partenza in quota metteva i brividi: –9º sul termometro con sole crescente a mitigare il gelo ed illuminare i ripidi pendii orobici. Due i tracciati: la A, pista Benedetti, per le categorie più performanti, la B, pista Medici, per i “diversamente giovani” ma tutti, indistintamente, animati a liberare sull’ottima neve i loro talenti.

    I pronostici degli addetti ai lavori sono stati rispettati; competizione serrata, tra i primi quattro una manciata di centesimi, poi a seguire tutti gli altri. Hanno concluso la gara 299 concorrenti. Per la statistica, classifica assoluta campionato, il primo, il bresciano Daniel Bellardini, ha concluso in 00’46,12: in mezzo gli altri fino all’ultimo al quale il cronometro ha assegnato un tempo di 02’15,82. Unanime l’apprezzamento organizzativo sulla pista, per i tracciati, per la squadra dei cronometristi e osservatori e soprattutto per il Padreterno che ha regalato uno splendido meteo ed una provvidenziale nevicata al primo d’aprile che ha consentito lo svolgersi di un eccellente campionato. Terzo tempo e premiazioni si sono svolte nello spazioso polifunzionale della Magnolta; prima le frenesie del plotone di volontari a cucinare e distribuire il rancio poi clima festoso con l’assegnazione dei premi; dal podio olimpico a seguire quelli delle categorie fino alla corale premiazione alle 37 Sezioni.

    Tanti occhi brillavano di soddisfazione entrambi della Sezione Cadore. alla conclusione di questo ben riuscito campionato: dal vice Presidente Federico di Marzo, ai Consiglieri nazionali Mario Rumo, Lino Rizzi, Stefano Boemo, ai tecnici Ana, ai responsabili locali del Gruppo Aprica e della Valtellinese che hanno profuso molto impegno per questo appuntamento tanto importante quanto denso di incognite climatiche e sanitarie si sono sentiti finalmente appagati dei loro sforzi. Da Aprica è partito un supplemento di slancio per partecipare agli appuntamenti associativi che si stanno intensificando: da quelli sportivi prossimi, alla attesa 93ª Adunata nazionale, per proseguire con le Alpiniadi estive in Abruzzo.

    Da Aprica sono anche partiti i nuovi campioni Ana di slalom che aggiornano l’Albo d’oro al 2022. Il podio olimpico registra: 1º Daniel Bellardini (Sezione di Brescia), 2º Cristian Monti (Sezione Cadore), 3º Mauro Dionori (Sezione Cadore). Una ventata di entusiasmo ha accompagnato la girandola di podi per le 14 categorie premiate fino al conclusivo podio per Sezioni, che ha visto primeggiare il forte team trentino: 1º Trento con 1.684 punti, 2º Bergamo con 1.249 punti, 3º Valtellinese con 1.165 punti e a seguire ben 34 Sezioni.

    Marino Amonini