Sul Terzo settore

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    La materia è squisitamente tecnico-normativa e, come tale, non sarebbe propriamente un argomento adatto a queste pagine, dedicate all’alpinità in tutte le sue espressioni. Ma proprio le caratteristiche che l’Ana, sempre più impegnata in operazioni di solidarietà e soccorso, è andata assumendo nel corso dei suoi oltre cento anni di storia richiedono anche una particolare attenzione giuridica a tutti gli aspetti funzionali alla sua operatività, che ha ovviamente dei costi e, di conseguenza, risvolti fiscali non indifferenti.

    In particolare, ha assunto notevole rilevanza la riforma del Terzo settore (ovvero quello del volontariato), in base alla quale potrebbero essere ammessi ai nuovi regimi fiscali agevolati e alla percezione dei fondi del 5 per mille soltanto gli Enti iscritti al Runts (Registro unico nazionale del Terzo settore), per il quale il decreto attuativo è stato firmato lo scorso 15 settembre. Il Registro sarà pubblico e telematico, ma l’operatività avverrà a 2021 inoltrato, perché serviranno sei mesi per creare la relativa piattaforma informatica e per consentire alle Regioni di allinearsi sulle procedure di iscrizione (o cancellazione) degli Enti (che avranno obblighi di trasparenza e dovranno presentare il bilancio dell’anno precedente). C’è peraltro da notare che la piena attuazione dei nuovi regimi fiscali è subordinata ad una autorizzazione della Commissione Ue che il nostro Governo non ha ancora richiesto. A questo argomento è stata dedicata la riunione straordinaria dei Presidenti di Sezione, che si è tenuta ad Ospitaletto, nel Bresciano, lo scorso 19 settembre, con l’intervento del Presidente nazionale Sebastiano Favero, coadiuvato da due esperti della materia, gli avvocati Lorenzo Pilon (amico degli alpini) e Roberto Bertuol (già Consigliere nazionale).

    Il Presidente Favero, in apertura, ha ricordato quanto aveva già sottolineato con fermezza nella sua relazione morale, approvata dall’Assemblea dei delegati, nel luglio scorso. Ovvero, che l’Associazione Nazionale Alpini è una realtà unica ed unitaria, a cui i soci si iscrivono aderendo alle sue inequivocabili caratteristiche di associazione d’Arma. Una realtà che non può essere modificata né tantomeno snaturata sulla scia delle problematiche sorte con la legge (ed i relativi decreti attuativi) del Terzo settore sul volontariato. Un complesso di norme che, ha evidenziato il Presidente, non riguardano la Protezione Civile, la quale è regolata da una normativa propria attualmente non del tutto coordinata con quella del Terzo settore.

    Oggi alcune Sezioni operano già nell’ambito del Terzo settore, seppur a titolo diverso: ne risulta un microcosmo di realtà non tutte omogenee, né nei presupposti, né nelle finalità; ed in non pochi casi di entità (fiscalmente parlando) non rilevanti. Per questo il Consiglio Direttivo Nazionale ha proposto di riunire tutte le attività sezionali riconducibili al Terzo settore sotto l’ombrello di Ana Onlus, che ha già provveduto ad adeguare il proprio statuto (e regolamento) alla nuova normativa, facendo riferimento alle attività di Protezione Civile (che, come detto, a livello locale avrebbe una sua ragione d’essere anche al di fuori del Terzo settore) e Sanità Alpina.

    L’obiettivo è omogeneizzare e razionalizzare l’operatività delle realtà alpine di volontariato, ottimizzando ed incrementando al tempo stesso le dimensioni economiche attraverso la raccolta nazionale del 5 per mille. C’è da notare, infatti, che gran parte delle realtà esistenti hanno dimensioni fiscalmente molto contenute. Naturalmente dovranno essere individuati i criteri per la ripartizione a livello nazionale dei proventi: un nodo che è stato al centro di numerosi interventi dei Presidenti durante la riunione di Ospitaletto.

    Nulla invece cambierà per le realtà locali che sono già in regola con la nuova normativa del Terzo settore (riguardo alla quale il termine ormai trascorso del 31 ottobre per adeguare gli statuti non è da considerare perentorio: l’adeguamento è ancora possibile, ma con adempimenti assembleari straordinari).

    Massimo Cortesi