In preghiera

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    La Festa della Madonna del Don, in quest’anno segnato dal dolore, si è svolta ugualmente senza sfilate né cerimonie esterne. La semplicità dei gesti e la simbologia religiosa sono state le protagoniste di questa edizione che ha visto le Sezioni di Novara e di Venezia coinvolte nella donazione dell’olio alle Lampade perennemente accese sull’altare della Madonna del Don, tanto cara agli alpini.

    La Sezione di Novara e il suo Presidente Marco Caviggioli hanno voluto, nonostante tutto, partecipare a questo rito, mantenendo fede all’impegno preso due anni fa. Non era facile per la situazione di emergenza sul territorio piemontese a causa del maltempo, occorsa nei giorni immediatamente precedenti alla cerimonia e non era facile per una Sezione che ha sofferto molto a causa del Covid. Ci si è limitati, così, a seguire la Messa alla presenza dei vessilli delle Sezioni di Venezia e di Novara in una chiesa che, a causa del tempo infame della notte e della mattina, era abbastanza vuota, perciò la preoccupazione di essere in troppi, oltre il consentito dalla procedura, del Capogruppo di Mestre Alberto Bonfiglio e di padre Elvio, Superiore dei Cappuccini, non ha avuto seguito.

    La cerimonia della donazione dell’olio che abbiamo visto fare per tante volte alle altre Sezioni, quest’anno l’abbiamo fatta anche noi alpini veneziani ed è stata una emozione: il modo migliore per dare inizio al centenario di fondazione della Sezione. Il giorno precedente gli alpini e i vessilli delle Sezioni di Vicenza, di Valdagno e Venezia erano a Montecchio per ricordare padre Policarpo Narciso Crosara. Ringraziamo (anche a nome del Capogruppo di Montecchio Remo Chilese) gli alpini che sono intervenuti seguendo le indicazioni: pochi, distanziati, tutti con la mascherina. L’arrivederci al 2021 per l’edizione solenne della Madonna del Don, sperando di essere fuori da ogni pericolo.

    Franco Munarini