STORIA SAVONA Prima di tutto… fare

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    di GIOVANNI ROVERSO


    Specialisti nel realizzare iniziative di carattere sociale specialmente nel campo  della solidarietà che dimostrano l’essenza di essere alpini.

    A Savona il traffico concitato che a prima sera vivacizza la centrale piazza Mameli si arresta come d’incanto allo scoccare delle 18, quando la campana del monumento ai Caduti batte lentamente i ventun rintocchi di un’avemaria vespertina per i figli di questa terra morti in guerra (fra i quali lo stesso Goffredo Mameli, giovanissimo ‘paroliere’, nella vicina Carcare, del nostro inno nazionale).
    Anacronismo suggestivo che onora l’antica città, già celebrata duemila anni fa da Tito Livio: ‘Savo, oppidum alpinum’, Savona, baluardo montano dei Sabazi preromani dalla duplice anima: navigatori e pirati gli abitanti della costa, pastori, agricoltori e razziatori quelli di un retroterra dalla tormentata morfologia, alla quale corre il pensiero di Dante alle prese con le ripide balze del Purgatorio.
    Figli delle Alpi o degli Appennini gli alpini del savonese?Metà e metà, e ne era un tempo inappellabile giudice lo storico colle di Cadibona (lungo il quale il giovane Napoleone rimase talmente impressionato dall’abilità dei montanari nel condurre lunghe colonne di muli da volerli reclutare per la sua Armée). Oggi, considerazioni di carattere geologico hanno spostato la linea divisoria a occidente, sul colle di Toirano (non lontano dalle grotte famose, ricoveri di cacciatori preistorici, cimitero di orsi, recessi di riti magici); altri, invece, la vorrebbero sul monte Beigua, che confina col Genovesato.
    Ma che differenza fa?E tanto meno ne faceva ai tempi del generale Agostino Ricci, savonese, insegnante alla Scuola di Guerra, primo, nella triade che rivendica una fetta di paternità delle Truppe alpine (Ricci, Perrucchetti, Ricotti Magnani), a sostenere la necessità di difendere le frontiere con milizie a reclutamento locale, concetto poi attuato dal suo allievo Perrucchetti (una sola cosa non azzeccarono entrambi: il numero delle penne sul cappello…). A soli tre anni dalla fondazione del Corpo, furono gli alpini del ‘Mondovì’ a varcare le Alpi Liguri attraverso il Col di Nava profumato di lavanda e a calare nella sede estiva di Pieve di Teco, una villeggiatura di lavoro, dove solo interminabili scarpinate portavano a scorgere lontano ‘il tremolar della marina’. Nel 1887 nasce il battaglione omonimo e un suo plotoncino di 25 uomini combatte ad Adua: ritornano in nove. Nel 1911 cade in Libia il capitano Riccardo de Caroli: la prima medaglia d’Oro sul futuro vessillo sezionale.
    Monte Cukla, Rombon, Ortigara: gloria e sangue nel primo conflitto mondiale. Il generale Enrico Caviglia, finalese, uno degli artefici di Vittorio Veneto (gli alpini di Finale Ligure sono gemellati con la Città della Vittoria), risolve per lo Stato italiano lo scottante problema di Fiume dannunziana.
    La sezione ligure dell’ANA è tra le prime a costituirsi e nel 1922 la sottosezione di Savona è presente con cinque gruppi: se ne stacca nel 1932 e a novembre la grande Adunata degli scarponi, liguri e piemontesi, festeggia a Savona la nascita
    della nuova sezione. Ma l’Africa chiama e per la terza volta gli alpini del ‘Pieve di Teco’ riattraversano il Mediterraneo: ritornano dall’Etiopia decorati di Medaglia d’Argento. Inquadrati nel 1º Alpini e nel 4º da Montagna, la seconda guerra mondiale li vede sul fronte occidentale e sui monti della Grecia; l’odissea della ‘Cuneense’, in Russia, riserva loro la sanguinosa battaglia di Nova Postojalowka.
    Ma qualche ‘africano’ era rimasto ai Tropici. Catturato dagli inglesi, il tenente Camorani scontò la prigionia in India, dove ottenne una… licenza per buona condotta, che impiegò per scalare alcune cime himalayane.
    Rimpatriato nel 1948, in occasione dell’attentato a Togliatti fu mandato, con gli alpini del ‘Saluzzo’ a fronteggiare i barricaderi di Genova. Con sangue freddo eccezionale avanzò da solo verso le armi pronte a far fuoco e li convinse a ripiegare.
    Nel febbraio del 1949 riprende vita la sezione: ne fa ancora parte il gruppo di Sanremo che, prima di aggregarsi alla più vicina Imperia, cura sul Col di Nava la collocazione di un cippo in memoria dei Caduti della Cuneense. Accompagnato dal
    generale Reverberi, l’eroe di Nikolajewka, lo visita, appena rientrato dalla prigionia, il generale Battisti, comandante della divisione in Russia, che vorrà essere sepolto nel piccolo Sacrario costruito qualche anno dopo sulla displuviale ligurepiemontese. Nel 1961 la marea di alpini presenti all’Adunata nazionale di Torino e il brulicare di tanti soldati di montagna in riva al mare impressionarono talmente gli armatori di un mercantile finlandese, destinato a fare spola fra il Baltico e Savona, da indurli a battezzarlo Finnalpino. I successivi attracchi della nave, capitano sulla tolda col cappello piumato in testa, divennero una festosa consuetudine. Nel 1972 si celebra il primo secolo di vita delle Penne Nere e Savona, punto di origine geografica del ‘festante coro delle grandi Alpi’ dà il via al Raid del Centenario, alla presenza delle più illustri penne bianche della Specialità.
    E da Savona parte anche la meritoria iniziativa de ‘L’Alpino dell’anno’, premio nazionale destinato al soldato di montagna, in armi o in congedo, che abbia compiuto l’atto più significativo dal punto di vista morale o eroico. E’ la molla che fa scattare nei gruppi dipendenti una serie di iniziative dettate unicamente da spirito di solidarietà, una gara dove nessuno vuole rimanere indietro. Ne beneficiano ospedali, case di cura, enti di assistenza: il gruppo di Celle Ligure invia un ragazzo da sottoporre a un delicato intervento chirurgico in un ospedale specializzato straniero; quelli di Loano fan sentire la loro presenza fin nella lontana Tanzania. Si trova qualche ritaglio di tempo anche per pensare doverosamente ‘pro domo sua’ e nel 1978, grazie ai contributi generosi del colonnello Caprone e del capitano Parola, si inaugura ufficialmente la nuova sede,
    situata nell’antico palazzo dei Della Rovere, la nobile famiglia che diede alla Chiesa due papi battaglieri: Sisto IV (‘papa Sisto non perdona manco a Cristo’), che volle la Cappella Sistina, e il nipote Giulio II, che la fece affrescare da Michelangelo e fu l’ispiratore della Lega Santa per ridurre l’influenza straniera in Italia. Il Nucleo di Protezione civile nasce ufficialmente nel 1988, quando già interventi massicci si erano verificati in Friuli, Piemonte e nella Garfagnana: poi sarà la volta della Dordogna e della Valle d’Aosta: coordinatore ed elemento trainante Curzio Santini.
    Su iniziativa del gruppo di Finale, sostenuta da altri gruppi e dalle Comunità montane, si opera per la sistemazione dei sentieri delle Terre Alte, che attraversano in tre punti l’Alta Via dei Monti Liguri. Nel 1992 nasce il Coro sezionale ‘Monte Groppino’, con una quarantina di elementi. Il giornale è in gestazione: in riva al mare il giornale di bordo è sacrosanto. Non esiste un gruppo sportivo precostituito, ma dal 1986 si svolgono annualmente le ‘Marce degli Alpini’, che si rivelano utilissime per affiatare nuove leve e vecchie glorie.
    Lo scopo del presidente Accinelli è infatti quello di trovare un punto d’incontro fra l’esperienza dei ‘veci’ e la voglia di fare dei ‘bocia’, per realizzare non manifestazioni di routine e di facciata ma iniziative di carattere sociale, specialmente nel campo della solidarietà, che dimostrino la vera essenza e il giusto modo di sentirsi alpini.


    LA SEZIONE DI SAVONA IN CIFRE


    PRESIDENTE:




    Ten. PIERGIORGIO ACCINELLI Nato a Albisola Marina nel 1940.
    Geometra, libero professionista.
    Servizio Militare: 1961 62
    .
    Allievo Ufficiale alla Scuola Militare Alpina Comandante Plotone Mortai al Btg Cadore.


    I PRESIDENTI SEZIONALI:
    Ulisse Cecchi 1932 1933
    Rodolfo Gravano 1933 1939
    Secondo Compagnone1939 1939
    Agostino Coda 1939 1949
    Vincenzo Martini 1949 1954
    Francesco Siccardi 1954 1997
    G.B. Orlando 1997 2000
    Lorenzo Gassa 2000 2000
    Piergiorgio Accinelli dal 2000


    LE MEDAGLIE D’ORO AL V.M.:
    Cap. Riccardo De Caroli 1º rgt. art. mont. Libia 1911
    Ten. Benvenuto Ratto 8º Alpini btg Gemona Albania 1941
    Sten. Aldo Turinetto 3º Alpini btg Val Chiese Balcania 1942
    Ten. Mario Cesari lº Alpini btg Ceva Russia 1943
    Ten. Giulio Siragusa 4º Alpini gruppo Mondovì Russia 1943


    SEZIONE:
    1922: Sottosezione della sezione Ligure con 5 gruppi
    1932: diventa Sezione


    Sede: Savona, Via Pia 8/3 bis; tel. 019 851608


    Al 31.12.2002: gruppi 36; soci 1.748; amici degli alpini 264.