Sparsi nel mondo, onorano l'Italia che custodiscono sempre nel cuore

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    Il saluto agli ‘Alpini della seconda naja’ giunti all’Adunata nazionale.

    Tornano ogni anno come rondini al nido, per caricarsi lo spirito di quell’alpinit fatta di amor patrio mai sopito e, spesso, diventato sempre pi struggente. Vengono da Paesi del benessere dove, da emigranti, hanno trovato lavoro, una collocazione sociale, spesso anche il successo. Vengono da Paesi pi poveri di quello che lasciarono quaranta, cinquant’anni fa. Se avessi saputo di questa ricchezza, non sarei mai partito, il commento amaro di uno di loro. Ma nessuno, fra i tanti rimpianti, ha mai messo in dubbio il loro amore per l’Italia, nessuno ha smesso di essere alpino. Tanto che hanno ricostituito gruppi e sezioni, hanno continuato a celebrare le ricorrenze della Patria lontana, onorando i morti con opere di solidariet e soprattutto con l’esempio di bravi cittadini con il quale hanno meritato il rispetto di tutti.
    Ecco perch la cerimonia di saluto agli alpini della seconda naja, degli alpini che sono emigrati in tutto il mondo, forse il momento pi commovente. Si ripete ogni anno, e ogni anno arrivano gli alpini un po’ pi vecchi fuori ma sempre giovani dentro. E a loro basta una stretta di mano degli amici che hanno lasciato, del presidente nazionale, di tanti che si stringono attorno a loro per manifestare
    quell’affetto che li circonda da sempre.
    Un primo saluto, il presidente nazionale Parazzini l’ha dato ai presidenti delle sezioni all’estero, incontrandoli al museo diocesano con il coordinatore dei contatti con le sezioni all’estero Giovanni Franza e il consigliere nazione Lucio Vadori, responsabile della Commissione della Federazione internazionale soldati della montagna (IFMS).
    Il giorno dopo, l’incontro con tutte le delegazioni all’hotel Sheraton, presenti il prefetto Alberto Di Pace, il presidente della Provincia on. Musumeci, il sindaco on. Scapagnino, il ten. generale Roberto Scaranari comandante delle Truppe alpine, che ha portato il saluto degli alpini in armi, e il presidente Parazzini con tutto il Consiglio nazionale.
    Dopo il saluto e l’introduzione di Franza, il presidente della Provincia si detto onorato della presenza degli alpini in una terra che ha conosciuto l’amarezza dell’emigrazione. Avete contribuito a dare una spinta di orgoglio in pi a questa terra che vive tra mille difficolt ma che sta tentando di superarle una dopo l’altra. E ha paragonato la tenacia degli alpini i migliori ambasciatori dell’Italia nel mondo a quella dei catanesi, che per ben nove volte hanno ricostruito la loro citt devastata dalle eruzioni del vulcano e dalla guerra, amanti della propria terra come gli alpini lo sono delle loro valli, una terra che non l’ultima ma la prima terra dell’Europa.
    Il prefetto ha ricordato di essere una vecchia conoscenza degli alpini, conosciuti quando era al Dipartimento di Protezione civile nazionale, a Roma, e si meravigliava della capacit di miracolo degli alpini per gli interventi nelle emergenze, per il loro volontariato, l’equilibrato senso dello Stato, l’attenzione alla solidariet. Noi prefetti ha concluso vi siamo molto vicini. Con questo spirito seguir la vostra Adunata e con questo spirito vi ringrazio.
    Commosse parole di ringraziamento sono state espresse anche dal presidente della sezione Sicilia, Antonio Garraffo, che ha voluto ringraziare ancora una volta le autorit, dal sindaco al presidente della Provincia Musumeci, che anche presidente dell’Azienda di Promozione turistica, al prefetto, al questore, al comandante dei vigili, a tutti i funzionari che hanno contribuito alla realizzazione di questa bella adunata.
    Ha quindi preso la parola il presidente Parazzini. Ha ringraziato anche lui le autorit e salutato i rappresentanti della Federazione soldati di montagna e il segretario generale col. Walker.
    E rivolgendosi agli alpini ha continuato: Questa una terra che ha visto tanti suoi figli partire per altri Paesi, e che quindi conosce le difficolt che gli emigranti hanno incontrato. Ma queste difficolt voi le avete affrontate con spirito alpino, con la tenacia che la caratteristica del montagnino e del montanaro sospinti da quell’imprinting ricevuto servendo la Patria negli alpini; con quei sentimenti che hanno portato onore all’Italia e a voi il rispetto dei cittadini della vostra seconda patria. Grazie per quello che avete fatto, grazie per come rappresentate l’Italia.
    Parazzini ha quindi ricordato che spesso sono proprio gli alpini ad aiutare i connazionali che giungono dall’Italia, quando manca l’appoggio delle autorit consolari. Spesso soltanto un piccolo aiuto, ma anche questo importante, ha detto.
    Ha infine parlato del voto agli italiani all’estero, un riconoscimento morale prima ancora che materiale atteso da trent’anni. Ed ha ricordato che gi nel 1975 l’ANA si fece promotrice di una proposta di legge di iniziativa popolare (raccogliendo ben 250mila firme delle 50mila richieste) per avviare una legge che oltretutto sarebbe stata pi semplice nella sua esposizione e nel complesso migliore di quella oggi in vigore perch avrebbe consentito agli italiani di votare per corrispondenza.
    Parazzini ha quindi concluso ricordando che noi viviamo della rendita di quanto abbiamo ricevuto, dai veci, dai reduci, da coloro che, come gli alpini della seconda naja, continuano a compiere il loro dovere di alpini.



    Il saluto agli alpini all’estero da parte del presidente
    della Provincia Musumeci. Accanto a
    lui il presidente Parazzini e il presidente della
    sezione Garraffo.