Sostegno psicologico

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    Essere coinvolti continuamente e intensamente in situazioni di dolore, distruzione e morte, la presenza di minacce costanti alla propria vita e a quella dei propri cari, insieme al sentimento di impotenza, hanno esposto i bergamaschi a una condizione di elevata vulnerabilità. Il numero dei contagi e delle perdite che questa provincia ha subìto rischia di avere conseguenze estremamente gravose sulla salute fisica e mentale della popolazione. La Sanità Alpina dell’Associazione ha così promosso un intervento specialistico, psicologico e psichiatrico, che affiancasse l’operato dell’ospedale Papa Giovanni XXIII nel presidio realizzato nella Fiera di Bergamo, in stretta sinergia con i servizi già attivi sul territorio.

    L’intervento è stato pensato per stare vicino agli ammalati (nelle proprie abitazioni e all’interno dell’ospedale) ed essere accanto alle famiglie, per assistere chi ha perso un proprio caro, per sostenere il personale sanitario e gli ausiliari e tutti coloro che si trovano impegnati in prima linea nel contrasto del virus (in ospedale, nelle residenze per anziani di Bergamo e territori limitrofi, negli alberghi e negli studi dei medici di base). La situazione del territorio bergamasco, che conta enormi perdite in termini di vite umane, rischia di avere conseguenze difficili con effetti negativi sulla salute fisica e mentale della popolazione, influenzando fortemente la qualità della vita dei soggetti in lutto e dei loro familiari e, indirettamente, tutta la cittadinanza.

    Alcuni fattori specifici di questa emergenza possono contribuire ad aumentare il rischio di sviluppare un disturbo post traumatico da stress, sia per la popolazione sia per il personale sanitario coinvolto nell’emergenza. Tra i fattori di rischio per la popolazione c’è la paura per la situazione attuale e la propria incolumità; la condizione di isolamento e l’incertezza per il futuro; la difficoltà di gestire adeguatamente la quotidianità; l’enorme numero di morti improvvise, in particolare nelle case di riposo per anziani; l’impossibilità di salutare i propri cari e preparare la separazione, oltre all’assenza dei funerali come rituale di cordoglio. La cronicità di questa situazione rischia di avere conseguenze estremamente complesse in modo particolare sul personale impiegato in prima linea per fronteggiare la drammatica situazione di emergenza, ma anche per la popolazione.

    È possibile quindi individuare alcuni fattori di rischio che coinvolgono gli operatori sanitari e ausiliari: il sovraccarico di lavoro incessante al quale il personale sanitario (medici, infermieri, tecnici di laboratorio, ecc.) è sottoposto già da settimane aumenta il rischio di burnout (stress che provoca conseguenze sull’intero organismo); l’elevato rischio di contagio a livello personale, soprattutto nella fase iniziale per una inadeguata protezione in termini comportamentali e di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale adeguati; la richiesta di energie e cura che supera la quantità di risorse psicofisiche a disposizione. Per ultimo, ma molto più gravoso degli altri elementi, è il contatto costante con la morte: essere coinvolti continuamente e intensamente in situazioni di perdita, dolore, distruzione e morte, la presenza di minacce costanti alla propria vita, a quella dei malati e dei loro familiari insieme al forte sentimento di impotenza espongono a una elevata vulnerabilità. Presso l’Ospedale da Campo in Fiera a Bergamo è stata quindi dedicata una stanza al 2º piano.

    Il servizio è attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 17, tel. 035/3230941, psicologi.anapc@gmail.com

    Gli specialisti sono presenti in Fiera, mentre la maggior parte lavora in remoto, nelle loro abitazioni o nei loro studi, in linea con le indicazioni governative, per rispondere e dare sostegno a chi chiama.

    Laura Dai Pra
    Psicologa della Salute