Sfida al futuro

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    Nella consueta cornice del Palazzo delle Stelline a Milano si sono riuniti i Presidenti di Sezione per l’annuale incontro con il Presidente nazionale e il Consiglio Direttivo. La presenza dei rappresentanti delle varie realtà è stata quasi totale poiché questo appuntamento è secondo, come importanza, solo all’Assemblea dei delegati di fine maggio. I temi da affrontare erano tanti e il tempo tiranno, quindi l’incontro si è sviluppato con la dovuta attenzione ma con interventi sintetici e mirati. Il Presidente Favero ha aperto i lavori con il saluto suo personale e di tutto il Consiglio Direttivo e ha espresso la vicinanza dell’Associazione alla popolazione delle regioni devastate dal maltempo di fine ottobre, inizio novembre. A tale Sfida al proposito è stata annunciata l’apertura di un conto bancario per raccogliere, come in altre occasioni, il contributo di alpini e simpatizzanti. È presto per poter dire come si interverrà ma sull’esempio di quanto sperimentato negli ultimi anni, l’Associazione effettuerà iniziative a favore delle comunità nelle zone colpite. Nell’occasione Favero ha ringraziato i volontari della Protezione Civile Ana che non hanno lesinato le forze in aiuto nel momento del bisogno. A testimoniarlo sono gli apprezzamenti ricevuti dal Capo dipartimento della Protezione Civile nazionale Angelo Borelli e dal governatore del Veneto Luca Zaia. Ancora una volta i nostri uomini e le nostre donne hanno dimostrato cosa significa essere alpini e soci dell’Ana. Viene comunicata l’assegnazione, da parte del Consiglio Direttivo nella seduta del giorno precedente, dell’Adunata nazionale del 2020 a Rimini (Sezione Bolognese Romagnola). Si entra quindi nel merito degli argomenti previsti per la riunione, partendo dalla commemorazione del centenario della Grande Guerra. Una miriade di iniziative, di interventi, di manifestazioni hanno caratterizzato questi ultimi quattro anni. Tutte le Sezioni hanno raccolto l’invito del Consiglio nazionale a ricordare la Grande Guerra e per questo il Presidente nazionale ha espresso la sua soddisfazione e il ringraziamento a tutti. Gli alpini tengono sempre fede a quanto i Padri fondatori dell’Ana hanno voluto incidere sulla Colonna Mozza dell’Ortigara, “per non dimenticare” ed ancora oggi gli alpini del terzo millennio non dimenticano! La cerimonia conclusiva dei quattro anni di commemorazione è da ritenersi quella celebrata ad Aosta alla fine di ottobre. In quell’occasione è stato infatti ricordato il battaglione Aosta che sui Solaroli (Monte Grappa) si conquistò l’unica Medaglia d’Oro attribuita ad un battaglione alpino. Terminato un centenario eccone un altro: quello dell’Associazione Nazionale Alpini che vide la luce l’8 luglio 1919 nel capoluogo lombardo. Al di là di Milano che ospiterà non a caso l’Adunata del centenario, ci saranno molteplici occasioni e iniziative che testimonieranno anche quanto espresso nel motto scelto per la 92ª Adunata: “100 anni di coraggioso impegno”. Sul tema il Presidente ha annunciato che è stata recuperata quasi tutta la documentazione riguardante Arturo Andreoletti che fu il più fondatore dell’Ana e artefice della vita associativa per lunghi anni. Il recupero dei documenti sarà lo spunto per delle iniziative promosse nell’anno del centenario. Importanti sono anche i progetti sul futuro associativo: siamo abituati a ricordare il passato ma dobbiamo anche preoccuparci del divenire. Primo fra tutti è il sostegno a quelle attività che vogliono riportare nell’Italia di oggi un servizio obbligatorio a favore della Patria. Su questo tema il discorso si fa lungo e articolato. La strada da percorrere è in salita ma come abbiamo celebrato nell’Adunata a Trento “per gli alpini non esiste l’impossibile”. Un primo tratto è comunque già stato percorso. Infatti il protocollo firmato lo scorso fine anno tra il Ministero della Difesa – che ha incaricato il capo di Stato Maggiore della Difesa gen. Graziano – e l’Ana va in questa direzione, sancendo l’avvio della collaborazione tra le Forze Armate e l’Associazione, in particolare con la sua Protezione Civile e l’Ospedale da Campo che sono sempre di più un tutt’uno. Questo protocollo di accordo ha già iniziato a concretizzarsi nello scorso mese di ottobre, infatti l’esercitazione Vardirex ha visto lavorare fianco a fianco i nostri uomini e gli alpini in armi, sotto l’egida del Dipartimento nazionale di Protezione Civile. La prova ha avuto un successo invidiabile ed è stata purtroppo già riprodotta nella realtà con gli interventi nelle zone colpite dall’alluvione. Le fondamenta dell’integrazione tra Ana e Forze Armate iniziano quindi a concretizzarsi e quello che noi auspichiamo, adagio-adagio, con passo alpino lento ma costante, si delinea all’orizzonte. Alle Stelline è stato fatto anche il punto sui cantieri Ana. Il Presidente Favero ha ricordato l’ultima realizzazione in ordine di tempo in quel di Livenka (Nikolajewka per noi alpini) con il “Ponte dell’amicizia”. Un traguardo che si affianca all’asilo di Rossosch risistemato con un importante intervento di manutenzione. Sul territorio nazionale, dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia, si sta combattendo su più fronti contro la burocrazia. I progetti a Campotosto e a Visso (realizzato su iniziativa delle Sezioni di Como, Lecco, Monza e Valtellinese alle quali va il plauso di Favero) sono conclusi, gli altri due cantieri previsti (Arquata e Accumuli) si muovono a fatica, rallentati dalla zavorra della burocrazia mentre a Preci è addirittura tutto fermo. Ma gli alpini non demordono; abbiamo infatti l’impegno morale con quelle popolazioni e con chi ci ha permesso di arrivare ad una cifra record di oltre tre milioni di euro di donazioni: i nostri alpini attraverso Gruppi e Sezioni ma anche molti privati e fondazioni e banche. Un altro cantiere aperto è quello del Doss Trento. Il Museo degli Alpini ha necessità di ristrutturazioni e ampliamenti e l’opera è iniziata con l’importante sostegno economico della Provincia Autonoma e del Comune di Trento. Un rallentamento nel programma dei lavori è stato causato dal ritrovamento di alcune inumazioni risalenti al periodo longobardo. Ma lo studio archeologico sta per concludersi e il cantiere riprenderà presto l’attività. Esauriti gli argomenti all’ordine del giorno, la parola è passata ai Presidenti di Sezione con diversi argomenti interessanti. Su tutti tiene banco il futuro associativo dell’Ana, fonte di grande preoccupazione. Terminato l’incontro c’è l’occasione, un po’ in anticipo, di scambiarsi gli auguri per il prossimo Natale, anche se per molti ci sarà ancora l’opportunità di ritrovarsi prima delle festività.

    Adriano Crugnola