Cent’anni d’oro

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    La sfilata di oltre duemila alpini per le vie di Aosta, domenica 28 ottobre, ha concluso degnamente il primo raduno del battaglione Aosta e della Scuola Militare Alpina. Organizzata dalla Sezione di Aosta e fortemente voluta dal Presidente Carlo Bionaz, l’iniziativa intende ricordare con la dovuta solennità il sacrificio dell’Aosta e di altri battaglioni del 4º reggimento alpini, pressoché distrutti sul massiccio del Grappa, tra il 25 e il 27 ottobre 1918. Il battaglione Aosta vide riconosciuto il proprio eroismo con l’attribuzione della Medaglia d’Oro al Valor Militare, l’unica assegnata ad un battaglione alpino nella Grande Guerra. L’unicità “dell’aureo” è stata più volte ricordata nelle tante iniziative culturali svoltesi nei giorni precedenti il raduno, fino alla conferenza con cui sabato mattina le più alte autorità della Regione autonoma Valle d’Aosta, il Presidente della giunta Nicoletta Spelgatti e del Consiglio regionale Antonio Fosson, hanno accolto a Palazzo regionale il Consiglio Direttivo Nazionale guidato dal Presidente Sebastiano Favero. Nel pomeriggio di sabato 27, il Labaro dell’Ana ha attraversato il centro storico della città, accompagnato dallo stendardo della Regione autonoma, dai gonfaloni dei Comuni valdostani, da 66 vessilli sezionali, da decine di gagliardetti e dalle fanfare della brigata Taurinense e del 27º bataillon des Chasseurs Alpins di Annecy, “cugini” d’oltralpe degli alpini valdostani. Questa prima sfilata è partita dall’Arco di Augusto per raggiungere prima piazza Emile Chanoux e, poi, la caserma Testa Fochi, già sede del 4º reggimento, oggi destinata ad accogliere l’università della Valle d’Aosta. Davanti al Monumento al Soldat Valdôtain nel centro cittadino, così come davanti ai cancelli chiusi della sede storica del Battaglione, sono state deposte due corone di fiori, in memoria dei Caduti. Successivamente, il corteo ha raggiunto la cattedrale di Aosta, davanti alla quale si sono tenuti i discorsi delle autorità associative, civili e militari, alla presenza di una folla che ha sfidato la pioggia pur di esprimere con la propria partecipazione l’affetto per le truppe alpine e per il Battaglione che fu e rimane parte integrante dell’identità della città e dell’intera regione. Il medesimo affetto ha contraddistinto la sfilata di domenica, dedicata non più alla commemorazione dei Caduti in guerra, ma al ricordo di tutti i reparti alpini che ad Aosta hanno trovato accoglienza. Si sono così ritrovati i veci dell’Aosta e della Smalp, i partecipanti ai corsi Asc e Acs, quelli dei corsi Auc, nonché gli alpieri di La Thuile e gli atleti del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur. Da quest’ultimo sono giunte le due atlete cui durante la sfilata sono stati affidati il vessillo della Sezione valdostana e il Labaro dell’Ana che – per la prima volta nella storia dell’Associazione Nazionale Alpini – è stato portato da un alfiere donna: Gloriana Pellissier e Dominique Vallet, figlie della Valle e alpine per scelta, simbolo di una continuità che, nella necessaria evoluzione delle Forze Armate, rimane il fondamento indispensabile per il futuro del Corpo e dell’Associazione.

    Alessandro Celi