Sciolto il battaglione Gemona ma il suo ricordo vivrà per sempre

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    A Muris, dinnanzi al monumento dei Caduti nel naufragio del Galilea

    Mai daur ! Il motto del battaglione Gemona è risuonato per l’ultima volta sul Monte Muris di Ragogna domenica 26 marzo in occasione della celebrazione del 64º anniversario dell’affondamento del piroscafo Galilea , che trasportava il battaglione Gemona, al rientro dalla Grecia. Dopo 118 anni dalla sua costituzione il battaglione Gemona esce dai ranghi delle Truppe alpine e dell’Esercito italiano e viene consegnato alla storia ed alla memoria degli alpini, delle genti friulane, degli italiani tutti.

    La soppressione è avvenuta ufficialmente lo scorso 14 ottobre nel contesto di un progetto disposto dallo Stato Maggiore dell’Esercito che ha previsto la riconfigurazione dell’8º reggimento alpini nelle sedi di Cividale del Friuli e Venzone e la conferma del battaglione Tolmezzo alle sue dipendenze. Gli alpini del Gemona hanno scritto in guerra pagine indelebili: in Eritrea nella battaglia di Adua nel 1896, nell’alto Friuli durante la Grande Guerra, in Grecia con l’olocausto del Galilea e nella Campagna di Russia nella 2ª guerra mondiale.

    In tempo di pace il battaglione Gemona ha partecipato a numerose operazioni: dai Vespri Siciliani, all’operazione Albatros in Mozambico, alle operazioni nei Balcani. Autorità civili e militari, le sezioni A.N.A. del Friuli Venezia Giulia, le associazioni combattentistiche e d’Arma, nonché moltissimi appartenenti al battaglione Gemona hanno voluto rendere onore alle insegne del reparto e rendere omaggio ai Caduti, ai reduci ed ai familiari degli 874 alpini, bersaglieri, carabinieri, marinai che nella notte del 28 marzo 1942 perirono nelle acque dell’Egeo.

    Un tragico epilogo dell’immane calvario che si è rivelata la Campagna Greco Albanese, una guerra spesso dimenticata ma che ha rappresentato una delle pagine più cruente e dolorose della storia militare italiana. Il dramma del Galilea strettamente congiunto con il tributo di sangue pagato dagli alpini sul Pindo, sulla Vojussa, sul Golico, fu all’origine di un’ondata di commozione e solidarietà che strinse il Friuli tutto intorno alla Julia ed ai suoi battaglioni. Stesse emozioni e stessi sentimenti hanno espresso quanti si sono ritrovati sul Monte Muris luogo di reciproca appartenenza e di stretta relazione tra i Caduti del Galilea e chi ha contribuito a dar lustro, in pace ed in guerra, al battaglione Gemona .

    Ma il Gemona non muore. Il suo spirito, le sue memorie e le sue tradizioni di eroismo, abnegazione e dedizione alla Patria continueranno a permeare l’8º reggimento Alpini. Onore quindi al Gemona , che i suoi alpini, i reparti tutti della Julia e le genti friulane salutano con commozione, affetto, riconoscenza e forte rimpianto.