Sarnano e Sefro ringraziano

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    Doppia inaugurazione nelle Marche di due opere distinte realizzate dall’Ana a Sarnano e Sefro, in provincia di Macerata. Le due strutture in questione rientrano nei progetti pensati nell’immediato dopo terremoto in risposta alle esigenze della popolazione del Centro Italia. La prima, a Sarnano, donata dall’Ana al Comune, copre una superficie di circa 120 metri quadrati più un porticato ed un ampio giardino.

    All’interno trovano casa il locale Gruppo alpini ma soprattutto i giovani del paese, orfani, dal 2016, di uno spazio coperto vocato all’incontro e alla socializzazione. All’esterno del centro polifunzionale è stato installato un monumento che ricorda i Caduti del Corpo degli alpini, mentre tutta l’area circostante è destinata a parco, uno spazio di verde pubblico che sarà curato dal Gruppo di Sarnano. «A nome di tutta la città – ha detto il vicesindaco Franco Ceregioli – ringrazio l’Associazione Nazionale Alpini per questa opera che arricchisce la possibilità per i nostri giovani di avere spazi per incontrarsi. Con gli alpini abbiamo un legame forte consolidato nel tempo, grazie alle tante iniziative a scopo sociale che l’attivissimo gruppo sarnanese ha sempre portato avanti».

    «Oggi è un giorno di festa – ha dichiarato il primo cittadino Pietro Tapanelli – in quanto siamo testimoni dello spirito di donazione e solidarietà degli alpini». Nella piccola frazione di Agolla, le penne nere hanno realizzato l’edificio polifunzionale destinato alla comunità e principalmente agli anziani del paese. Completato dall’Ana nel 2020 con un grande lavoro da parte delle penne nere della Sezione di Bergamo, e già in uso alla popolazione da qualche anno, è stato inaugurato, presente il presidente nazionale Favero con una nutrita delegazione di consiglieri nazionali, solo ora a causa del rinvio dovuto alla pandemia.

    Ad accorgersi della necessità degli anziani del paese, rimasti senza alcuna chiesa agibile, di un luogo in cui ritrovarsi, fu un’insegnante, Daniela Mazzanti, che dopo aver chiesto aiuto a diversi enti senza ricevere risposta, non si è persa d’animo e ha inviato una mail direttamente all’Ana. «Mi permetto di chiedere a voi un aiuto o semplicemente un consiglio su come poter realizzare un piccolo centro sociale, mettendomi in contatto con chi possa aiutarmi» scrisse nel giugno del 2018. Da allora ad oggi solo passaggi tecnici con la valutazione della fattibilità, l’approvazione del progetto, la messa a disposizione dei fondi e della manodopera per la realizzazione. L’unico intoppo, come accennato, è stato il Covid che ne ha rinviato l’inaugurazione ma non la realizzazione e il successivo utilizzo.

    Grazie alla voglia di fare e alla concretezza delle penne nere un altro sogno è stato realizzato. E proprio la parola “grazie” ha accompagnato sia l’inaugurazione di Sarnano sia quella di Agolla di Sefro. “Grazie alpini” scritto a caratteri cubitali sullo striscione che ha attraversato durante la sfilata entrambi i centri, a Sarnano stretto tra le mani dei giovani del paese e a Sefro dagli alpini del posto, è stato il coro unanime delle due comunità. Sergio Mercuri, presidente della Sezione Marche, presente col presidente nazionale ad entrambe le inaugurazioni, con le lacrime agli occhi, ha ringraziato l’Associazione per quanto fatto per il territorio.

    «Qui nelle Marche, prima del terremoto, la gente non sapeva davvero chi fossero gli alpini. Brava gente sì, che faceva volontariato, ma nessuno, se non chi aveva esperienze in famiglia, sapeva davvero chi fosse. Dopo i tragici eventi del 2016 tutti hanno avuto modo di vedere con i propri occhi la generosità e l’instancabilità delle penne nere che senza alcun legame di parentela sono partite per aiutare chi, qui, ne aveva bisogno ». Ancora una volta gli alpini hanno dimostrato di essere fedeli al motto “ricordare i morti onorando i vivi”. Non hanno costruito solo dei muri, non hanno eretto solo due edifici ma hanno gettato fondamenta solide affinché la possibilità di stare insieme accarezzi un po’ gli animi ancora profondamente segnati da quei tragici eventi del 2016.

    Gio Moscardi