Ritrovarsi un po’

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    Se un alpino non può condividere, lavorare gomito a gomito, se non può abbracciarsi durante un incontro né scattare una fotografia di gruppo a ricordare una bella giornata, è come se venisse privato della sua essenza. L’Ana è condivisione e senso di appartenenza. Eppure è successo anche questo, tre mesi di fermo ognuno confinato nella propria abitazione. Ora però l’allerta legata alla pandemia sembra essersi abbassata, vanno quindi affrontate per prima cosa le questioni “burocratiche” come le assemblee di Sezione. «Sentivamo tutti la mancanza di qualcosa: il momento di rivederci dopo essere rimasti lontani per tre mesi.

    Quando abbiamo saputo che avremmo potuto riprendere piano piano, con cautela, le varie attività, abbiamo programmato la nostra assemblea. Insieme al Comitato di Presidenza, dopo avere parlato con il sindaco e il prefetto di L’Aquila, dopo aver letto e riletto il nostro regolamento, alla fine abbiamo invitato i 199 Capigruppo chiedendo loro però di utilizzare al massimo le deleghe per diminuire il numero dei presenti» ci racconta Pietro D’Alfonso, Presidente della Sezione Abruzzi. Ma dove organizzare il grande incontro? Alla caserma Rossi del 9º. «Le Truppe Alpine si sono messe a nostra disposizione con grande gioia degli alpini che hanno svolto il militare al battaglione L’Aquila – continua D’Alfonso.

    Una volta posizionate le sedie alla distanza giusta e messe a scacchi, abbiamo organizzato l’entrata alla caserma con le macchine e con l’aiuto della Pc, abbiamo controllato a tutti la temperatura, distribuito le mascherine, messo a disposizione il prodotto per sanificare le mani. Prima di iniziare, alzabandiera con il comandante Paolo Sandri, distanziati e inquadrati. Risultato finale: siamo stati soldati perfetti. Rispettosi e disciplinati ». Dall’Abruzzo al Piemonte, cambia poco. Gianfranco Fabbri della Sezione di Cuneo ci racconta che «quando la Sede Nazionale ha dato il via libera, ci siamo messi a cercare un luogo idoneo ad accogliere qualche centinaio di delegati. Sedi di Gruppo: troppo piccole, cinematografi: troppo piccoli. La scelta è caduta allora sull’area sportiva di San Michele di Bra (Cuneo) dove negli anni passati si sono tenute le manifestazioni di ‘Alpino per un giorno’. Tutti contenti e via al lavoro per attrezzare l’area. Pioverà? Non pioverà? Misurazione della temperatura, sanificazione delle mani con l’aiuto della Pc e via ai lavori.

    Non è piovuto. Eletti i candidati. È andato tutto bene». Anche nella vicina Lombardia, la regione più colpita dal virus, la situazione a piccoli passi sembra tornare alla normalità. Nel centro della Vallecamonica, a Breno, l’assemblea è stata organizzata al cinema teatro Giardino. «Tanti posti a sedere, rispettato il distanziamento, indossate le mascherine. Qualche timore sul quale però hanno prevalso il desiderio di ritrovarsi e tornare a indossare il nostro cappello» racconta Mario Sala, Presidente della Sezione. E continua: «Ho visto tanta voglia di stare assieme, di parlare, voglia di normalità. Presto riusciremo a stringerci la mano, a scambiarci un abbraccio, a cantare in coro.

    Con maggior spirito associativo daremo finalmente inizio al secondo centenario della nostra storia». Sempre in Lombardia, nella tribuna centrale dello stadio Rigamonti Ceppi, si sono riuniti i 186 delegati della Sezione di Lecco. Per tutti misurazione della temperatura all’ingresso, rispetto delle distanze di sicurezza e mascherina. «Nulla ci ha fermati! – dice con un sorriso il Presidente Marco Magni. Abbiamo assegnato anche l’encomio solenne ad Antonio Spreafico, alpino del Gruppo di Sirtori e medico operatore volontario del nucleo di Protezione civile ‘A. Merlini’, che l’8 novembre 2019, in occasione dell’esercitazione Vardirex 2 ha soccorso un operatore radiofonista folgorato da una scarica elettrica ad alta tensione, salvandogli la vita». E sull’altro ramo dello stesso lago, c’è Como. Assemblea nel parco comunale di Villa Guardia.

    Per la fine del mandato di Chicco Gaffuri e l’elezione del nuovo Presidente Enrico Bianchi, due personalità d’eccezione, Beppe Parazzini e Corrado Perona. Oltre al generale Cesare Di Dato che però gioca in casa. La prassi è la stessa, gli adempimenti uguali per tutti. E anche qui è l’aria che si respira ad essere “aria fina”. Incredibile quanto ci sia mancata. «Vi ho visti in questa prima parte dell’anno durante l’emergenza – ha detto Gaffuri. La vostra è generosità pura come l’aria che si respira in alta montagna. Ecco, stare tanti anni con voi è stato come essere ad alta quota, dove, ovunque ti giri, vedi solo panorami stupendi e soprattutto puliti».

    m.c.