Rimini vi aspetta!

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    Il sorriso aperto e un saluto che ti fa sentire a casa. Così ci accoglie il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, riminese doc. È il benvenuto di una città che ha fatto della simpatia contagiosa della sua gente, del dinamismo e del buon vivere, il suo biglietto da visita. È qui che dal 5 all’8 maggio saranno accolti gli alpini. «Finalmente! – esordisce il sindaco – È stato uno degli eventi più attesi degli ultimi decenni e l’Adunata è stata anche molto ricercata perché abbiamo sensibilizzato gli organizzatori sul fatto che Rimini sarebbe stata un’ottima scelta».

    Come si sta preparando la città e che attese avete per l’Adunata? La comunità riminese, come quelle di tutt’Italia, è stata provata dalla pandemia ma già nelle due scorse stagioni estive ha dimostrato di avere grande volontà di ripartire e di normalizzare la nostra vita; infatti non ci siamo mai fermati nel progettare e programmare attività e sulla presenza degli alpini ci contiamo tantissimo perché riteniamo che sia, per il 2022, il grande evento di apertura della nostra stagione estiva. Sappiamo però che gli alpini non sono solo “un evento” ma una realtà unica, fondamentale per il Paese per il loro grande impegno anche durante l’emergenza sanitaria che ha permesso di tenere l’onda d’urto di questa pandemia.

    Ritiene che l’Adunata vada riprogrammata con un’ottica diversa e diverse attenzioni tenuto conto delle migliaia di persone che richiama ad ogni edizione? La Prefettura sta monitorando tutta la situazione sanitaria, che è in continuo divenire, per adattarla all’evento. Speriamo che ci sia bisogno di meno prescrizioni possibili perché questo sarebbe un grandissimo segnale di ripartenza, però è evidente che metteremo in campo tutte le azioni necessarie per garantire lo svolgimento della manifestazione in totale sicurezza. Detto questo, occorre aggiungere che Rimini è abituata ad ospitare eventi importanti e numerosi, quindi siamo convinti che faremo bella figura e la particolarità di veder sfilare gli alpini a bordo spiaggia avendo come sfondo il mare è talmente bella e singolare che è da non perdere.

    In ogni luogo dove si svolge l’Adunata i volontari dell’Ana lasciano un’opera, segno del loro passaggio a favore della comunità. Cosa pensa di questo gesto di solidarietà e più in generale del valore di questo volontariato per le comunità, visto anche il calo costante della forza della nostra Associazione? La crisi di vocazione è frequente in molte realtà, però gli alpini credo stiano dimostrando di essere ancora forti e capaci di dare un contributo importante alla nazione e la fase pandemica ce lo ha dimostrato. Il volontariato è fondamentale per le nostre comunità: l’associazionismo laico e quello di riferimento del mondo della chiesa hanno dimostrato in questi anni di essere la spina dorsale del Paese e li ritengo fondamentali per la salute sociale. E gli alpini ne sono una parte consistente.

    Secondo lei, un alpino che viene a Rimini, cosa non si dovrebbe perdere per nulla al mondo? Come per il padre di famiglia che ha difficoltà nel dire quale sia il figlio prediletto, anche con Rimini trovo simile imbarazzo. Per molti anni, nell’immaginario collettivo, Rimini è stata vista solo come spiagge, ombrelloni e lettini. In realtà è una città storica che offre molto di più, partendo dalle vestigia della civiltà romana e ancor prima da quelle etrusche. La particolarità di Rimini è sicuramente quella di essere una delle poche città balneari con un centro storico meraviglioso. Quindi, oltre che sul mare, il consiglio spassionato è di affacciarsi sulla città storica perché sono convinto che i nostri ospiti rimarranno meravigliati di una Rimini che, tra l’altro, ha fatto grandi cambiamenti negli ultimi anni: ha riqualificato molte zone, c’è il Museo internazionale Federico Fellini, il teatro Galli che è stato restituito alla cittadinanza dopo 75 anni dal bombardamento che ha subito… c’è tanto da fare, da vedere e da scoprire.

    m.m.

    Una città tutta da scoprire

    Gli oltre duemila anni di storia di Rimini sono riassunti splendidamente dalle bellezze che offre la città. A partire dalle vestigia romane come il ponte di Augusto e di Tiberio, costruito tra il 14 e il 21 d.C. sul fiume Marecchia, utilizzando la calcarea pietra d’Istria, a inaugurare il primo tratto della via Emilia che raggiungeva Milano. L’inconfondibile sagoma dell’arco di Augusto (27 a.C.) accoglie invece i visitatori dal lato sud della città: è l’arco trionfale più antico tra quelli giunti fino a noi e decretava la fine dell’antica via Flaminia che portava a Roma. La Domus del Chirurgo è la costruzione più spettacolare del sito archeologico di piazza Ferrari – che si estende su oltre 700 metri quadri – e con i suoi bellissimi mosaici, permette di ammirare un’abitazione del III secolo.

    Di epoca medioevale sono invece gli affreschi della Scuola riminese del 1300, di tradizione giottesca, conservati nella chiesa di Sant’Agostino (via Cairoli, 43) e nel Museo della Città (via Tonini, 1), mentre nel tempio Malatestiano (via IV Novembre, 35), opera di Leon Battista Alberti, è conservato il crocifisso di Giotto e alcuni dei capolavori del Rinascimento riminese, come il ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesta, capitano di ventura e grande mecenate, affrescato da Piero della Francesca. Meritano una visita Palazzo Gambalunga (via Alessandro Gambalunga, 27) che è sede dell’omonima Biblioteca, considerata una tra le più belle al mondo e l’ottocentesco teatro Galli, capolavoro neoclassico di Luigi Poletti, inaugurato da Giuseppe Verdi nel 1857.

    Per gli appassionati di storia militare da non perdere il parco tematico e museo dell’Aviazione “G. Casolari” (superstrada Rimini-San Marino km 8.500) dove sono esposti aerei e mezzi militari del dopoguerra, uniformi e tute da volo dai primi del Novecento ai nostri giorni. Senza dimenticare i luoghi della memoria della Seconda guerra mondiale, in particolare nelle zone della Linea Gotica e degli eventi bellici seguenti al suo sfondamento che costarono alla città interminabili mesi di intensi bombardamenti e pesanti scontri tra gli opposti schieramenti militari. Non a caso Rimini ospita il Centro Internazionale Documentazione “Linea Gotica” (via dell’Aquila, 27). I cinefili apprezzeranno una visita alle rassegne di Castel Sismondo e di Palazzo del Fulgor, dedicate al grande regista riminese Federico Fellini (www.fellinimuseum.it). Oltre che della cultura Rimini è stata eletta anche capitale del divertimento, del relax e delle vacanze al mare, grazie ai suoi 250 stabilimenti balneari.

    Maggiori informazioni su www.riminiturismo.it