Rimini da vedere

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    Dal 7 al 10 maggio gli alpini porteranno a Rimini e San Marino l’Adunata nazionale. E Rimini, dall’alto dei suoi oltre 2.200 anni di storia, si prepara a mostrare tutte le sue bellezze. Prima colonia e municipio romano, poi Comune medioevale, quindi signoria dei Malatesta, nell’Ottocento centro terapeutico e balneare fino a diventare la capitale delle vacanze: passeggiare per Rimini vuol dire viaggiare attraverso i secoli, come mostra bene il percorso multimediale e interattivo del Visitor Center (Corso d’Augusto, 235) che rappresenta una buona tappa introduttiva alla città. Sotto l’Arco d’Augusto si incrociavano due fra le strade più importanti dell’epoca romana: la Flaminia, che portava a Roma, e la via Emilia, che arrivava a Milano.

    Ancora oggi è possibile camminare sul ponte che Augusto prima e Tiberio poi, fra il 14 e il 21 d.C., costruirono in pietra d’Istria sul Marecchia. La Domus del Chirurgo, il sito archeologico in piazza Ferrari, con i suoi bellissimi mosaici, permette di ammirare un’abitazione del III secolo, mentre nel Museo della Città sono esposti i 150 strumenti medici e chirurgici in ferro e bronzo qui ritrovati. Sempre di epoca romana è l’anfiteatro costruito sotto l’imperatore Adriano, che ospitava i ludi gladiatorii. In piazza Cavour si approda alla Rimini medioevale, con la Fontana della Pigna, il Palazzo dell’Arengo e il Palazzo del Podestà.

    Da non perdere anche gli affreschi della Scuola riminese del 1300, di tradizione giottesca, conservati nella chiesa di Sant’Agostino e nel Museo della Città, mentre nel Tempio Malatestiano è conservato il Crocifisso di Giotto. Il Rinascimento riminese si ritrova nel Castel Sismondo o Rocca Malatestiana, a cui lavorò anche Filippo Brunelleschi, e nel Tempio Malatestiano, opera di Leon Battista Alberti. Entrambi furono voluti da Sigismondo Pandolfo Malatesta, capitano di ventura e grande mecenate, il cui famoso ritratto, ad opera di Piero della Francesca, è custodito nel Tempio Malatestiano.

    Del 1619 è invece la Biblioteca Gambalunga, la prima biblioteca civica e pubblica in Italia. Aperta nell’omonimo palazzo Seicentesco, ancora oggi è considerata una delle più belle del mondo. Al suo interno ha sede anche l’Istituto per la Storia della Resistenza. I melomani non potranno poi fare a meno di visitare l’ottocentesco Teatro “Amintore Galli”, capolavoro neoclassico di Luigi Poletti, inaugurato da Giuseppe Verdi nel 1857. E arriviamo ai giorni nostri: dal 1843, data di nascita ufficiale del primo stabilimento balneare, Rimini è la capitale delle vacanze marine. Grazie ai suoi 250 stabilimenti, oltre mille alberghi sul mare, i parchi tematici (Italia in miniatura, Fabilandia, Skypark, Rimini Island, BoaBay) e migliaia di eventi, è un centro di divertimenti, evasioni, sport e relax.

    Infine non va dimenticato un genio riminese di cui nel 2020 si celebrano i 100 anni dalla nascita: Federico Fellini. In onore del grande regista la città ha ideato un cine-itinerario e organizza un fitto programma di eventi. Amico del grande regista fu il reduce alpino Nelson Cenci, anche dai suoi racconti ha preso spunto il film “La seconda via” di Alessandro Garilli, di prossima realizzazione in collaborazione con l’Ana. Per gli appassionati di memorabilia e storia militare, da non perdere il Parco Tematico e Museo dell’Aviazione (Superstrada Rimini-San Marino km 8.500) dove sono esposti aerei e mezzi militari del dopoguerra come i sovietici MiG-15, 17, 19, 21 e 23, Sukhoi SU-7 e 17, Antonov AN-2, Ilyushin Il- 28; gli italiani Fiat G-91 e 46, P-166 e 148; gli americani F-104, Corsair A-7, Phantom, i Republik F-84F e RF-84F, il North American T-6; l’inglese Gloster Javelin. E poi motori d’aviazione, postazioni radar mobili, camion antincendio, rifornitori d’ossigeno.

    Nel Museo dell’Aviazione sono invece in mostra uniformi e tute da volo dai primi del Novecento ai nostri giorni; decorazioni, onorificenze e medaglie; modellini e foto di tutti gli aerei mai costruiti. E poiché tra Marche e Romagna la Linea Gotica (il suo Centro di Documentazione è in via dell’Aquila 27) a Rimini e dintorni è possibile visitare luoghi della memoria, tra cui il Museo della Linea dei Goti a Montegridolfo, il monumento di Quota 204 a Tavullia, i cimiteri di guerra (quelli alleati di Montecchio, Gradara, Coriano; il cimitero indiano dei Gurkha fra Rimini e San Marino, il cimitero greco di Riccione) e la lapide che ricorda la tragica carica dei Queen’s Bays a Montecieco (la seconda Balaclava).

    Silvana Maiorano