Pronti su più fronti

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    Vardirex, Various Disaster Relief Management Exercise, ovvero esercitazione di gestione di disastri variegati. Acronimo che da due anni definisce interventi di emergenza complessi che vedono integrarsi in azione Truppe Alpine e Ana. Dopo l’esperienza di Caprino Veronese del 2018, quest’anno la Vardirex si è suddivisa in due scenari di simulate calamità naturali, in Liguria e Lombardia.

    Un impegno notevole, specie per la presenza in simultanea di numerose realtà operative: sul campo, infatti, ben 830 uomini e donne, tra Esercito (su base brigata Taurinense), Associazione Nazionale Alpini, Marina Militare, Guardia Costiera, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza. Importante la partecipazione dell’Ana, con 350 uomini, di cui 70 al Campo di San Grato (Lodi) su base Pc Ana del 2º Raggruppamento, 80 al Campo e all’Infermeria di Taggia (Imperia) su base Pc Ana del 1º Raggruppamento e 200 a Diano Castello (Imperia) su base Pc Ana del 3º Raggruppamento e la Sanità Alpina-Ospedale da Campo con il Gruppo di Intervento Medico Chirurgico Alpino Lo scenario ipotizzato prevedeva zone colpite da scosse sismiche, condizioni meteo avverse, alluvioni e smottamenti.

    In Liguria, in particolare, i gravi danni, simulati, subiti dal territorio e l’elevato numero di vittime e crolli, hanno comportato l’inedito utilizzo della Fregata “Rizzo” della Marina, sia come centrale operativa sia come “eliporto mobile”. Intanto l’Ana schierava a Taggia un Posto Medico Avanzato e a Diano Castello l’Ospedale da Campo (in versione “leggera”) coi moduli operatori necessari agli interventi di chirurgia e ortopedia sui “feriti” soccorsi con gli elicotteri di Esercito e Marina e con i mezzi della Capitaneria di Porto (come il Rescue Runner che può navigare anche in 30 cm d’acqua).

    Sempre a Taggia, al Monastero di San Domenico, Esercito e Ana hanno testato la messa in sicurezza di opere d’arte dopo un crollo. Erano presenti i vice Presidenti Mauro Buttigliero e Lorenzo Cordiglia, i responsabili della Pc Ana Gianni Gontero e della Sanità Alpina Sergio Rizzini, i coordinatori di Pc Paolo Rosso, Ettore Avietti e Andrea Da Broi e il Presidente della Sezione di Imperia Giovanni Badano in divisa da volontario. In Lombardia, invece, il 10º reggimento Genio guastatori ha montato un Ponte Bailey sul canale Muzza (Lodi) per ripristinare la viabilità, mentre i volontari Ana hanno allestito, alla cava Belgiardino, un’idrovora di pompaggio ad alta capacità, per svuotare zone allagate.

    Vardirex 2019, in parte flagellata dal maltempo, ha verificato l’efficacia dell’integrazione tra Truppe alpine e Ana nel soccorso alla popolazione, efficacia non scontata, perché, ha ricordato il gen. Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, «ci si inseriva in una realtà esistente e ben collaudata, come è la Protezione Civile. Tutti gli attori – ha proseguito Berto – hanno potuto conoscersi meglio, passando, come ad Arma di Taggia, anche all’impegno reale, causato dal maltempo, dimostrando che gli alpini sono pronti e preparati ai compiti che la nazione ci chiede».

    Alla fase finale di Vardirex è intervenuto anche il gen. Federico Bonato, alpino, comandante delle Forze operative terrestri e del Comando operativo Esercito. Il capo Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Angelo Borrelli, presente alla consegna del Ponte Bailey insieme al prefetto di Lodi Marcello Cardona, ha espresso grande soddisfazione per la prova di efficienza, evidenziando soprattutto il ruolo prezioso di associazioni di volontari come l’Ana, profondamente radicate sul territorio e da sempre vocate a soccorso, assistenza e ricostruzione.

    Nel debriefing finale, nel Lodigiano, il Presidente Sebastiano Favero, ha ricordato dimensioni ed efficacia dello strumento di Protezione Civile dell’Ana, che conta «su circa tredicimila uomini tutti perfettamente addestrati e qualificati » e ha sottolineato che esercitazioni come Vardirex, al di là dell’intrinseca utilità addestrativa, «lanciano un messaggio forte e preciso soprattutto ai giovani»: perciò ha ribadito l’appello dell’Ana affinché in Italia si istituisca un periodo di servizio obbligatorio per ragazzi e ragazze, una scelta che, contribuendo a creare una coscienza del senso del dovere e del mettersi al servizio degli altri, sarebbe fondamentale ai fini formativi e al tessuto sociale.

    Massimo Cortesi