Per il Centro Italia

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    Siamo tornati a San Ginesio e a Caldarola, due Comuni della provincia maceratese. Sono passati ormai quattro anni dal disastroso terremoto che colpì una vasta area del Centro Italia e che causò morte, distruzione e tanta disperazione nella popolazione. In quelle zone eravamo andati prontamente per portare solidarietà, supporto, collaborazione, conforto e assistenza alle popolazioni colpite.

    Nell’occasione i volontari della Protezione Civile Ana avevano provveduto alla consegna e al montaggio sui territori comunali di San Ginesio e Caldarola, di due tensostrutture necessarie alle attività di soccorso alla popolazione. Superati i momenti più critici e verificatane l’importanza per il servizio alla comunità, le tensostrutture erano state lasciate in loco; successivamente i due sindaci avevano segnalato la necessità di mantenerle per poter organizzare momenti di aggregazione per la cittadinanza e per le attività dei nuclei di Protezione Civile locali. A questo punto il Comitato di Presidenza e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Ana Onlus, in accordo anche con quanto nel frattempo intercorso con il Dipartimento, hanno deliberato di accogliere la richiesta delle due amministrazioni comunali.

    È stato così organizzato un incontro che si è svolto a San Ginesio (Macerata) il 5 agosto scorso nel corso del quale il Presidente Sebastiano Favero ha proceduto ufficialmente alla donazione delle tensostrutture alle due rispettive amministrazioni comunali: un momento semplice e amichevole. Nel suo intervento Favero ha sottolineato la massima e costante disponibilità degli alpini che ci sono sempre, non appena si manifesta un’emergenza: ci sono col cuore e portano umanità e amicizia, come nel 2016 in occasione del terremoto che ha duramente colpito il Centro Italia, così ci sono stati capillarmente anche nella recente pandemia.

    I due sindaci hanno ringraziato l’Ana per le due strutture ricevute che potranno così continuare ad essere utilizzate per scopi e attività della cittadinanza. Nei loro interventi hanno soprattutto rimarcato il lato umano degli alpini che oltre all’aiuto concreto, riescono anche a dare coraggio e speranza alle popolazioni provate da eventi tragici portando una ventata di sana allegria. Proprio come dice il Presidente Favero: gli alpini operano con il cuore e in amicizia.

    Emozionante nella sua semplicità l’intervento finale dell’emozionatissimo Capogruppo degli alpini di San Ginesio, Adriano Campugiani, che così si è rivolto al Presidente Favero: «Presidente, sono orgoglioso e onorato di avere qui lei, una persona di altissimo profilo istituzionale e associativo. Mi sembrava un sogno irrealizzabile, ma nella realtà si è avverato e l’emozione è tanta considerando anche il fatto che l’Associazione Nazionale Alpini conta 80 Sezioni in Italia, 30 nel mondo, oltre 4.500 Gruppi per un totale di circa 350mila soci. Il Gruppo di San Ginesio ha 24 soci ed è una goccia nell’oceano alpino e quella goccia lei, signor Presidente, con la sua presenza l’ha valorizzata ».

    prote