Parliamoci chiaro

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    Ancora una volta la melensa retorica ha travalicato. Partendo dal conflitto Russia-Ucraina (sulle cui cause, ragioni e torti non metto qui verbo) si è passati all’ulteriore demonizzazione tout court delle Forze Armate e del loro compito di giusta difesa della patria in nome di una generica pace. D’accordo, ma chi non è per la pace? Forse solo qualche pazzoide. Ma se proprio questo pazzoide ti assale, alla faccia di tutti i negoziati, come la mettiamo? Ecco, lo fermiamo cantando Imagine. Passo alle presunte molestie a donne durante l’Adunata di Rimini. Anche qui parliamoci chiaro. Se c’è del vero, si punisca e si vada sul pesante (naturalmente, vorrei la stessa determinazione anche contro le violenze dei centri sociali…). Se poi c’è sempre del vero, vediamo le denunce in concreto presso le debite procure. Perché le semplici sparate sui social tanto per fare leoni e leonesse di tastiera… hanno il valore dimostrativo di un due di picche.

    Marco Notario, San Benigno Canavese (Torino)

    Credo che nessuna realtà come la pace necessiti di scelte molto concrete. A cominciare dalla giustizia sociale, senza la quale i rapporti umani finiscono per incrinarsi e creare tensioni. Sui pacifisti delle chiacchiere, la penso allo stesso modo di come la penso dei buonisti. Si fanno belli a parole, tenendo il sedere al riparo dall’assunzione di responsabilità. E senza dimenticare che la difesa è un dovere morale, così come l’ingerenza umanitaria, là dove una popolazione sia messa alla prova senza adeguate possibilità di difendersi.