PADOVA – Monte Piana

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    Domenica 17 luglio, nel giorno esatto del sacrificio, nel 1915, del magg. Angelo Bosi (di Ravenna, comandante il 55º rgt. della brg. Marche), sono stati ricordati i Caduti sul “Calvario del Cadore” che, nei ventinove mesi di guerra, fu teatro di cruenti scontri: i fanti delle brigate Marche e Umbria con gli alpini dei btg. Val Piave e Pieve di Cadore, contesero inutilmente ai Kaiserjager il pianoro nord. Una posizione la cui conquista da parte italiana avrebbe potuto aprire l’accesso alla Val Pusteria. Ma furono inutili gli eroismi e i 14mila sacrifici umani, tanto che un ignoto capitano austriaco annotò sul suo diario “Questo monte è stato battezzato dagli italiani Monte del Pianto.

    Tanto sangue è già costato a noi e tanto ne costerà ancora a noi e agli italiani che non so proprio se il suo possesso possa giustificare un così grande sacrificio per noi e per loro. Quanti morti davanti alla trincea… so soltanto che questo vogliono coloro che stanno nelle retrovie, con i loro ordini perentori, del resto io devo solo obbedire” (da “Lacrime di pietra”, di Antonella Fornari). Accurata l’organizzazione della cerimonia da parte del Gruppo di Auronzo (Sezione Cadore), con la consueta collaborazione della Sezione di Padova e della locale Amministrazione comunale (nella foto).

    Con i vessilli delle Sezioni del Triveneto e numerosi gagliardetti alpini, il gonfalone del Comune di Auronzo col neosindaco Dario Vecellio Galeno, alpino, le autorità militari locali e numerosi alpini e cittadini, schierati davanti alla chiesetta dedicata a Maria SS. della Fiducia (costruita con le pietre delle trincee d’intorno), hanno avuto luogo l’alzabandiera austriaco e italiano al suono dei rispettivi inni nazionali, questo per sottolineare la volontà di ricordare tutti i Caduti. La scrittrice Antonella Fornari ha suscitato forti emozioni col ricordo del magg. Bosi quale ufficiale e “condottiero” dei suoi uomini così come la visita guidata al museo all’aperto sul pianoro, curato dai volontari dell’Associazione “Amici del Piana”. E tutto ciò al cospetto delle meravigliose cime dolomitiche.

    Giuseppe Nicoletto