Orti har, ovvero il Monte a Nord

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    Interessante il servizio a firma di Guido Azzolini nel numero di gennaio de L’Alpino sui Cimbri dell’altopiano dei Sette Comuni.Vorrei fare alcune aggiunte, che ritengo interessanti. È doveroso precisare anzitutto che l’Ortigara, il monte sacro agli alpini (la montagna forse più insanguinata del mondo) nulla ha a che fare con le ortiche anche se crescono nei paraggi, ma deriva dal termine cimbro Orti har , il monte a Nord. Se l’altopiano di Asiago, che s’alza di getto dalla pianura vicentina, può considerarsi l’altare d’Italia, l’Ortigara potrebbe essere il suo tabernacolo.

    I Cimbri di Asiago sono popolazioni bavaresi, Tsimber , boscaioli e lavoratori del legno scesi sull’altipiano, prima a Rotzo e Roana ed espanse in seguito sui monti e valli dell’Alto Vicentino, fin sui monti Lessini, nel Veronese. Altre ondate scesero dopo l’anno mille, condotte da Olderico da Vicenza, emissario imperiale, e da Olderico da Altissimo, e si insediarono sui monti a cavallo tra l’alta Valle Agno (Vallis Anii, Valle degli ontani) e l’attigua Valchiampo.

    La nostra Valleagno, con i sei comuni da Trissino a Valdagno e Recoaro, con oltre 70.000 abitanti penso sia l’insediamento più consistente di origine Cimbra e potrebbe a buon diritto chiamarsi Tsimbertal , anche se ormai i toponimi e cognomi sono stati per lo più italianizzati; si parla infatti italiano, così così, con poche dopie ma assai bene il dialetto. Ci sentiamo comunque orgogliosamente vicentini e profondamente italiani. Per finire, un brindisi a tutti i fratelli Alpini, con il cin cin dei nostri padri Cimbri: Kraut und reban ist mein leban ! Ossia: le verdure in genere e la vite (leggi vino) sono la mia vita. Se non era spirito alpino quello

    Angelo Albiero Ponte dei Nuri (Nuurbruck) Valdagno