Operazione Mozambico: all'opera il terzo turno

    0
    58

    Nella provincia di Lalaua: già operativo un centro per ragazze, saranno realizzati anche un centro nutrizionale e un centro di promozione della donna.

    Venerdì due giugno, festa della Repubblica, alle 18,45 dall’aeroporto Marco Polo di Venezia è partita la squadra del terzo turno di lavori con destinazione Lalaua, in Mozambico. Era composta da Sebastiano Favero, tecnico (consigliere nazionale), Gianfranco Martin, capo cantiere (sezione di Pordenone), Giuseppe Brandolini, muratore (sezione di Bergamo), Luigi Gusmeroli, idraulico (sezione di Sondrio), Ivaldo Marcuazzo, posatore (sezione di Udine), Pietro Tognietti, muratore (sezione di Bergamo), Antonio Tonni, elettricista (sezione di Brescia), Gabriele Vardanega, medico (sezione di Bassano del Grappa ) ai quali si è aggregata Diana Favero, infermiera, che presterà servizio nel locale presidio sanitario (sezione di Bassano del Grappa).

    Dopo aver fatto scalo a Roma, Addis Abeba (Etiopia), Dar es Salaam (Tanzania), Pemba, Nampula, il gruppo ha finalmente raggiunto Lalaua domenica 4 giugno, alle diciannove. Li raggiungerà ai primi di questo mese Ivano Gentili, tecnico (vice presidente nazionale vicario) e insieme faranno ritorno in Italia il 9 luglio. Attualmente è già operativo il Lar (collegio per ragazze), che ospita oltre trenta allieve con le loro istitutrici, ed è in avanzato stato di realizzazione il centro Nutrizional para Crianças (centro nutrizionale per bambini sotto alimentati) funzionalmente collegato al vicino presidio sanitario sviluppato su una superficie di 270 mq. e sono state gettate le fondazioni del centro Alfabetizaçao e promosao da mulher (centro di alfabetizzazione e promozione della donna) sviluppato su una superficie di 140 mq.

    Il programma per il terzo turno prevede il completamento del centro nutrizionale ed il grezzo del centro di alfabetizzazione in modo che con un altro turno, a settembre, si possa completare l’intero programma. Accanto ai nostri volontari lavorano anche una ventina di giovani mozambicani, divisi nei compiti in modo da far apprendere loro un mestiere sotto la guida esperta ed attenta dei nostri alpini. È questo un aspetto della nostra iniziativa molto apprezzato sia dalle autorità locali che dell’arcivescovado di Nampula.

    Nè è conferma il fatto che il vescovo di Nampula, monsignor Tomè, ha chiesto di poter avere una nostra presenza qualificata (tre, quattro persone) per coordinare ed istruire la manodopera locale per due importanti progetti: il nuovo centro scolastico (per togliere i ragazzi dalle strade e prevenire la tratta dei bambini) e la ristrutturazione del grande complesso ospedaliero di Merere , da poco restituito dalle autorità pubbliche all’Arcivescovado. Per contenere i costi e dare continuità ai lavori occorrerebbe che i volontari alpini rimanessero in Mozambico dai 60 ai 90 giorni.

    L’ Arcivescovo di Nampula, il cui segretario è padre Emilio Giorni, originario di una famiglia alpina del bresciano e la cui collaborazione è stata ed è preziosa per il nostro attuale intervento, ha garantito il vitto e l’alloggio per il periodo di permanenza. Già tre dei componenti il quarto turno si sono resi disponibili per prolungare i turni ed avviare una prima sperimentazione della ipotesi di collaborazione con l’Arcidiocesi di Nampula. (s.f.)