Nuove rivelazioni

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    La marcia “Valore alpino”, più nota come “33”, appartiene all’orgoglio degli alpini, ma resta tuttora per molti versi di origine misteriosa e controversa. Recenti studi (Bruno Ferrarotti, Franco Crosio) hanno portato alla luce l’attività svolta, sia sul testo musicale sia su quello letterario, da Eugenio Palazzi (musica) e da Camillo Fabiano (testo). È bene precisare che i due lavorarono sull’argomento in un periodo (1910/1912) relativamente tardo rispetto all’affermarsi popolare della marcia, precedente di qualche anno e soggetto a contributi e modifiche anonime.

    Lo stesso Palazzi, originario di Trino Vercellese, riporta l’origine della musica a una canzonetta francese: dalla documentazione disponibile, in particolare da una biografia da lui redatta e inviata (1927) all’editore triestino Carlo Schmidl, si può ricavare che l’origine della musica è in una canzonetta francese di cui il Palazzi produsse una trascrizione e trasmise e insegnò l’inno agli alpini del battaglione Susa (1910/1912).

    Giusti meriti vanno dunque attribuiti al Palazzi riconoscendo in lui la figura di “fondatore” dell’inno, senza dimenticare il ruolo non proprio secondario dello stesso nella storia della musica italiana fra 1800 e 1900 e ricordando gli scarsi riconoscimenti ottenuti in vita. Ma la canzonetta francese citata dal Palazzi è stata da sempre riconosciuta, per la parte musicale, al compositore francese Dominique Trave; meno significativo, per le nostre finalità, il testo originale scritto dal paroliere francese della belle époque Alfred d’Estel. Opportuno allora mettersi sulle tracce di Dominique Trave, il personaggio dimenticato, forse per il peccato originario di essere l’autore francese di una marcia italiana.

    Trave pareva scomparso dalla storia della composizione musicale francese della seconda metà del XIX secolo e dell’inizio del XX. Ma sul Web non si è impiegato molto a ritrovare sorprendenti, pur scarsi, dati biografici e artistici del compositore. Anzitutto, sia dalla consultazione online di BnF Data che di BnF Gallica, risultano nascita e morte: Ange Costant Dominique Trave, nato a Diano Marina il 29 settembre 1850 e morto a Marsiglia il 21 aprile 1908. Piacevolissima sorpresa: il compositore francese, ritenuto autore del motivo originale della “33” era italianissimo. Non ci sono dubbi perché esiste un decreto di naturalizzazione francese ottenuto dal Trave il 30 gennaio 1893. Trave svolse buona parte della carriera a Marsiglia dove era direttore dell’orchestra del Palais de Cristal dopo esserlo stato dell’Alcazar de Marseille.

    Inaugurato il 5 giugno 1880, il Palais de Cristal di Marsiglia era una costruzione in stile ispirato al Rinascimento italiano; era alla fine del 19º secolo uno dei luoghi di spettacolo più famosi di Marsiglia. La fama derivava anche dalla sua scala con balaustre in cristallo che permetteva di accedere a tre gallerie. Dava posto a sedere a 1.500 spettatori. Fu distrutto da un incendio nel 1882, ma riaprì lo stesso anno, continuando la tradizionale rivalità con l’Alcazar. Il Théatre de l’Alcazar Lyrique fu inaugurato nel 1857. La proprietaria Etienne Demolins scelse per questo caffè-concerto lo stile di “fantasia moresca”, ispirato dall’Alhambra di Granada. La sala poteva accogliere 2.000 persone. Al di sopra della sala due gallerie, dalle quali si accedeva alla celebre piccionaia. Anche l’Alcazar fu devastato da un incendio nel 1873 riaprendo quattro mesi dopo.

    I rapporti fra i due teatri erano di competizione e certo non contribuì a migliorarli il fatto che il brillante direttore d’orchestra Dominique Trave fosse stato sottratto all’Alcazar dal Palais de Cristal. Da spartiti di lavori del Trave si ricava che partecipò anche alla vita artistica parigina; uno spartito del 1894, di Bades Paul (musica) e di Bezier J. Robert (parole) è dedicato a lui. Esiste inoltre un lungo elenco di sue opere, quasi tutte per spettacoli di musica e canto, molto esaustivo (anche se probabilmente non completo), visto che l’attribuzione è ricavata da spartiti stampati, con le indicazioni degli editori e degli altri artisti. Tornando a data e luogo di nascita di Ange Constant Dominique Trave, o meglio di Angelo Costanzo Domenico Trave, viene fuori Diano Marina e, insieme, una serie di problemi.

    Come si pone il cognome “Trave” all’interno della comunità di Diano Marina intorno al 1850? Caso ostico, poiché le popolazioni comunali dell’epoca erano molto statiche e le innovazioni, intese come arrivo di nuove famiglie, estremamente rare. Diano Marina nel 1850 (circa 2.200 abitanti) era una comunità con immigrazione vicina allo zero e l’onomastica era composta da una ventina di cognomi. Il cognome “Trave” è completamente estraneo al contesto. Non è stato possibile verificare sul Web le nascite del giorno 29 settembre 1850: manca purtroppo un periodo di anni comprendente anche il 1850, ma a livello locale saranno certo possibili approfondite verifiche.

    Appurato che “Trave” non appartiene ai cognomi della zona, si può desumere che derivi probabilmente da un’immigrazione. Il cognome infatti è più diffuso in Piemonte, anche se più coerente, a livello probabilistico, è un’immigrazione dall’attuale provincia di Pesaro Urbino dove il cognome ha anche oggi una forte consistenza. Ipotizzabile il trasferimento di una famiglia verso la Francia con una tappa più o meno prolungata a Diano Marina.

    Ultima ipotesi è che il cognome italiano fosse “Travo” o “Travi”, più diffusi in ambito ligure, ma non a Diano Marina, poi francesizzati in “Trave” per facilità di pronuncia oltralpe. Si può essere fiduciosi che i prossimi studi faranno uscire dall’ombra quest’importante artista della Belle Epoque, da aggiungere a molti altri talenti nostri connazionali, emigrati in Francia nel medesimo periodo e attivi non solo nel campo della musica. Auspicabile che ad Angelo Costanzo Domenico Trave (alias Ange Constant Dominique Trave) vengano resi finalmente meriti e studi ingiustamente sottratti.

    Natale Cannelli