In meta con gli alpini

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    Prima di affrontare i campionati del mondo, dove a settembre giocherà contro i padroni di casa francesi e i mitici All Blacks neozelandesi, a metà luglio la Nazionale italiana maschile di rugby si è immersa in una tre giorni alla base di Corvara, ospiti delle Truppe Alpine dell’Esercito, che hanno proposto ai campioni della palla ovale un denso programma di attività in montagna.

    Sveglia all’alba, Inno di Mameli, ascensione al Lagazuoi (quota 2.400), bivacco e pernottamento a 2.000 metri di altitudine, arrampicata su parete naturale, marcia di 10 km di orientamento e pasto con le razioni da combattimento. Il tutto per sottrarre i forti rugbisti alla loro “comfort zone” fatta di mischie furibonde e placcaggi a dir poco energici, e metterli di fronte a difficoltà fisiche e mentali nuove, in ruoli e contesti per loro inconsueti. Filo conduttore dell’esperienza, gli esercizi di gruppo condotti dagli esperti dell’Ufficio Orientamento e Sviluppo Professionale dell’Esercito, che hanno stimolato negli atleti riflessione e confronto sulle esperienze vissute, con l’obiettivo di conoscersi meglio, comunicare in modo più efficace e cementare ulteriormente la squadra.

    Le Dolomiti, pane quotidiano per gli istruttori del Centro Addestramento Alpino e del 6º reggimento di Brunico (ma non solo), sono state la prima scelta per il percorso di team building inserito nell’accordo triennale siglato a inizio anno dall’Esercito Italiano e dalla Federazione Italiana Rugby, rappresentati dal generale Gaetano Zauner – sottocapo di Stato Maggiore – e dal presidente federale Marzio Innocenti. Una partnership mirata alla promozione dei valori condivisi dalle due organizzazioni: lealtà, coraggio, rispetto delle regole, disciplina, spirito di Corpo. Spontaneo l’amalgama nato tra i giocatori azzurri e gli alpini che li hanno guidati per oltre settantadue ore di fila in un saggio di vita militare in quota, attraverso rudimenti di addestramento formale (con attenti e riposo), ripasso della seconda strofa dell’Inno di Mameli (la prima la conoscono tutti benissimo), affardellamento dello zaino, rievocazione storica dei combattimenti degli alpini nella Grande Guerra (grazie alla gentile disponibilità del Gruppo storico Monte Grappa – battaglione Bassano della Sezione “Monte Grappa” – Bassano del Grappa), lezioni di mascheramento e lettura delle mappe, montaggio delle tende, uso della barella e tutto ciò che poteva entrare in un tempo così breve.

    Tutti molto concentrati e disciplinati, con una bella atmosfera di tensione positiva che si è scatenata durante la sessione di free climbing sulla falesia del Lagazuoi, con un tifo da stadio per gli arrampicatori in maglia azzurra assistiti dagli istruttori, non pochi dei quali praticanti la palla ovale.

    Atmosfera di soddisfazione e pure di commozione all’atto dei saluti, con il bell’omaggio reciproco (la sfilata dei giocatori tra due ali di alpini, alla rugbistica maniera) al cospetto del generale Zauner, del presidente Innocenti con il team manager Venditti, e del comandante delle Truppe Alpine, il generale Ignazio Gamba, il quale – dopo il tradizionale scambio di doni – ha regalato a ciascun giocatore lo stemma della Tridentina con il motto “Avanti!”, di buon auspicio per i Mondiali. Sipario finale con la capitana del 6º Anna Piazzi che donava le sue insegne di grado al capitano della Nazionale Michele Lamaro, il quale trovava il tempo di inviare col telefonino un messaggio augurale a un’alpina appassionata di rugby, infortunatasi in un’attività operativa.

    A casa delle Truppe Alpine si è ribadito un connubio ben riuscito, che aveva visto già una forte impronta della Forza Armata nel match contro il Galles al torneo delle Sei Nazioni, con la banda dell’Esercito allo stadio per gli inni nazionali e il lancio di paracadutisti in campo col tricolore. Una partnership che proseguirà in futuro con iniziative che vedranno i bei mondi del rugby e dell’Esercito ancora fondersi insieme, magari di nuovo in montagna.

    Mario Renna