NOVARA – In memoria dell’alpino Orlandi

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    Nella sala della prefettura di Novara alla presenza del Presidente sezionale Antonio Palombo e del Capogruppo di Romentino Riccardo Garavaglia, è stata conferita La “Medaglia d’onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia della guerra” alla memoria dell’alpino Pietro Natale Orlandi, Mavm al quale il Gruppo di Romentino è intitolato.

    La medaglia è stata consegnata ai figli Franca e Giuseppe Orlandi dalle mani del sindaco di Romentino, Alessio Biondo (nella foto). Pietro Orlandi, classe 1917, nato a Pasturo (Lecco), chiamato alle armi il 30 marzo 1939, arruolato nel 5º Alpini, 47ª Compagnia del btg. Morbegno, ha partecipato dall’11 al 25 giugno 1940 alle operazioni di guerra alla frontiera alpina occidentale contro la Francia. Dal 10 novembre al 14 dicembre 1940 fu trasferito alla frontiera greco-albanese, dove rimase gravemente ferito al torace in combattimento: le cure negli ospedali, seguite dalle numerose convalescenze durarono due anni.

    Il 27 luglio 1942 la commissione medica certifica che Pietro può rientrare al Corpo di appartenenza. Nel frattempo il suo battaglione è partito per la Russia: Orlandi lo raggiungerà il 13 ottobre 1942 col btg. Complementi del 5º Alpini. Il 26 gennaio 1943 a Nikolajewka, durante l’ultima battaglia per la salvezza, Pietro, sebbene duramente provato dalla ritirata e dai postumi della malattia, darà prova di grande coraggio e di altruismo. Il suo nobile esempio di puro eroismo sarà premiato con la medaglia d’Argento al Valor Militare la seguente motivazione: “Nonostante le precarie condizioni di salute, partecipava di sua volontà con la squadra all’attacco di un baluardo nemico tenacemente difeso.

    Notato il fucile mitragliatore che ostacolava sul fianco i movimenti del reparto, si lanciava arditamente da solo verso l’arma e, fattola momentaneamente tacere a colpi di bombe a mano, balzava sul servente, catturandolo con l’arma stessa, che impiegava successivamente in appoggio al movimento del suo plotone privo di armi automatiche. Nikolajewka (fronte russo) 26 gennaio 1943”. Rimpatriato dalla Russia e giunto al Campo contumaciale di Postumia nel marzo del 1943, il mese successivo venne inviato in licenza di trenta giorni. Fatto prigioniero dalle truppe tedesche a Fortezza (Bolzano) l’8 settembre 1943 fu internato in Germania. Tornò in Italia il 15 luglio 1945.