BRESCIA – Un alpino indimenticabile

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    La Sezione di Brescia, con i suoi quasi 13mila alpini, riuniti in 161 Gruppi, ha reso un omaggio commosso e corale ad Alessandro Rossi, per tutti Sandro: scomparso ad 82 anni, per ventuno anni, fino al 2005, ne era stato “Il” Presidente, per diventare poi anche vice Presidente nazionale.

    Ad accompagnarlo alla sua ultima dimora un’infinità di gagliardetti, quindici vessilli sezionali, il Presidente nazionale Sebastiano Favero con il suo predecessore Corrado Perona, alcuni consiglieri nazionali e, soprattutto, tanti alpini, che si sono stretti alla moglie Giulia e ai familiari, per far sentire il calore della grande famiglia alpina, quasi a volerli risarcire di tutto il tempo che Sandro ha passato con le penne nere. La camera ardente è stata allestita d’intesa con la famiglia nella “sua” sede sezionale di via Nikolajewka, a nord di Brescia, quella grande sede che lui aveva fortemente voluto e realizzato. La mattina seguente, il feretro, sulle spalle del Presidente e dei Consiglieri, ha lasciato via Nikolajewka per raggiungere Gianico, in Val Camonica, dove Sandro aveva il “buen retiro” con sua moglie Giulia.

    A salutarlo dall’altare, mons. Gaetano Bonicelli, già vescovo castrense, con cui aveva incrociato più volte le sue granitiche posizioni sui più svariati argomenti. Foltissima la presenza delle penne nere e della gente di Gianico. Sandro è stato un presidente granitico, vulcanico, con una rocciosa alpinità a scolpire i lati di un carattere non sempre facile, ma condito anche di ironia. A lui si devono iniziative che hanno lasciato un segno profondo nella Brescia alpina, e non solo, come, appunto, la costruzione della sede sezionale; il 50° anniversario della battaglia di Nikolajewka, con lo storico abbraccio, davanti alla cattedrale di Brescia ed alle bare coi resti dei Caduti in Russia, tra i reduci alpini e quelli dell’Armata Rossa; e l’Adunata nazionale del 2000, una delle più partecipate di sempre, che ha proiettato la famiglia alpina nel ventunesimo secolo.

    Massimo Cortesi