MONZA – Un sogno realizzato

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    Ce l’abbiamo fatta! Domenica 6 settembre, prima della partenza del Gran Premio di Formula1 a Monza, con grande emozione e con una punta di orgoglio le penne nere di Monza, Varese (con il coro Ana sezionale) e Como (con la fanfara “Angelo Masciadri” di Asso), in rappresentanza di tutti gli alpini d’Italia, sono state protagoniste dell’esecuzione dell’Inno di Mameli. Un sogno che gli alpini monzesi coltivavano già da diversi anni. Nel 2018, in occasione del centenario della Prima guerra mondiale, e poi nel 2019, anno del centenario dell’Ana e del 90º della Sezione di Monza, era stata inoltrata la richiesta perché fosse una fanfara alpina ad eseguire l’Inno prima del Gran Premio.

    Quest’anno sono stati gli organizzatori a chiedere la presenza degli alpini e la Sezione di Monza ha accolto la proposta coinvolgendo altre due Sezioni. Il Covid ha impedito al pubblico di assiepare gli spalti, ma sulla tribuna centrale, in segno di riconoscenza verso tutti coloro che in prima persona si sono dati da fare nella battaglia contro il virus, c’era una delegazione scelta tra operatori sanitari, forze dell’ordine e volontari di Pc. Gli alpini di tutta Italia, anch’essi in prima linea nella gara di solidarietà durante l’emergenza Coronavirus e simbolicamente rappresentati dalla fanfara e dal coro, erano in pista, davanti ai box, schierati dirimpetto ai piloti.

    Così commenta Gianluca, responsabile della fanfara: «Eccoci inquadrati, di fronte a me a breve distanza si intravede del movimento, le autorità e qualche pilota iniziano a posizionarsi. Stiamo rappresentando gli alpini di tutta Italia in mondovisione, stiamo intonando il nostro Inno, dobbiamo mostrare l’orgoglio di essere qui oggi e cantare per coloro che si sono battuti in questi mesi, mostrare che siamo fieri di essere italiani». Così commenta Claudio della fanfara: «L’Inno inizia, le note si susseguono e senti che va, che stiamo suonando bene. Che siamo a tempo con il coro. E per un attimo ti sembra una normale domenica mattina, quando quell’Inno lo suoni durante l’alzabandiera in una delle tante cerimonie alpine. Poi alzi lo sguardo, quando sei quasi alla fine, quando stai per dire “Sì!” e verso di te arrivano nove aerei. E vedi il fumo tricolore. Li hai visti tante volte in tv. Li hai già visti dal vivo e lo sai che ti emozionano. Però questa volta è diverso. Dura un attimo: quegli aerei sono le Frecce Tricolori, altro vanto dell’Italia. Quante cose di cui l’Italia si può vantare in pochi metri. Loro. Le macchine rosse. Lo storico circuito. Il nostro bellissimo Inno». Emozione e soddisfazione per una prestazione sentita e convinta che è stata valutata positivamente dagli organizzatori col brivido finale del passaggio delle Frecce Tricolori che ha colorato di rosso, bianco e verde il cielo di Monza. Gli stessi colori che, alla fine del Gran Premio, hanno invaso la pista disegnando un lunghissimo tricolore portato da tutti gli eroi dell’emergenza Covid.

    Roberto Viganò