MONDOVÌ – Mondovì città di alpini

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    In sala Ghislieri a Mondovì, Gianpiero Gazzano, Presidente della Sezione, è emozionato mentre afferra la cornice che il sindaco Paolo Adriano gli sta passando. Al di là del vetro c’è un foglio di carta, con il logo del Comune e la seguente formula: «È conferita la cittadinanza onoraria della Città di Mondovì all’Associazione Nazionale Alpini, Sezione di Mondovì». Una frase che sancisce, nero su bianco, quello che ogni monregalese sa benissimo nel proprio cuore: Mondovì è città di alpini, e lo sarà per sempre (nella foto).

    Un’onorificenza che il Comune ha votato all’unanimità, suggellando coi crismi ufficiali un legame storico. La motivazione è stata letta dal consigliere comunale Tancredi Bruno Di Clarafond, ex prefetto ma soprattutto alpino «anzi – precisa – artigliere da montagna». «Per la fedeltà e la dedizione alla Patria in tempo di guerra e di pace, per i valori di eroismo, di impegno morale e civile, di rispetto, altruismo e generosità, per l’esempio di abnegazione e solidarietà, per la continuità di legame con la nostra terra e le nostre generazioni, simbolo di encomiabile coesione sociale, e per essersi sempre resa degna di profondo apprezzamento e di viva simpatia da parte della cittadinanza monregalese e di tutte le comunità a favore delle quali, con preziosa opera, ha portato soccorso e conforto in occasione di molteplici eventi calamitosi».

    L’intera mattinata è stata un tripudio di emozioni avvolte nel tricolore. L’occasione nazionale – il centenario della fondazione dell’Ana – si sposava bene con la cerimonia locale. A Mondovì sono giunti vessilli e gagliardetti da tutto il Piemonte. Gli alpini si sono dati appuntamento in piazza IV Novembre, poi sono partiti in marcia verso l’ex caserma, che in origine ospitava le Truppe Alpine, prima di passare alla Finanza. Dietro lo striscione del “Mondovì” hanno marciato la fanfara, gli alpini in armi, tanti sindaci, molti col cappello, e un fiume di penne nere a seguire, nonché i muli del reparto salmerie. Dopo la tappa in caserma per l’alzabandiera e la visita al sacrario, tutti in Duomo per la Messa: don Beppe Bongiovanni, nella sua omelia, ha ricordato il sacrificio degli alpini in Russia, una delle tragedie che ha toccato più da vicino la terra cuneese dal momento che furono proprio i battaglioni di queste zone a combattere su quel fronte.

    Poi è stato il momento della cerimonia ufficiale in sala Ghislieri, aperta dalle note del “Cantus Firmus” e condotta da Giancarlo Bovetti, “frontman alpino” per eccellenza nelle pubbliche occasioni a Mondovì. Nel fine settimana anche il concerto della filarmonica di Cafasse tenutosi al teatro Baretti e la riunione dei capigruppo della Sezione. Mondovì si è unita in un grido corale: viva gli alpini!

    Marco Turco