MODENA A Pavullo l'adunata della sezione

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    Per la settima volta l’adunata della sezione di Modena è stata accolta dal gruppo ANA di Pavullo nel Frignano guidato da Valter Martensi coadiuvato da Giancarlo Lovati e da Giuseppe Fulgeri capigruppo di Verica e di Olina paesi del circondario. Erano presenti il presidente Corrado Perona e il consigliere nazionale di zona Roberto Formaggioni, e naturalmente il presidente della sezione Corrado Bassi.

    Pavullo giace tra colline che cominciano ad ambire al titolo di montagna; da qui infatti il terreno inizia a elevarsi per giungere alle quote dell’Abetone e del Cimone. Nel Frignano , aggiunto al nome, indica una precisa area imperniata sulla cittadina che, forte di 16.000 abitanti, è il centro commerciale e viabilistico più importante della zona; deriva dai Liguri Friniati che lo abitavano ai tempi della Roma repubblicana. Suo vanto è il Castello di Montecuccolo ove nacque Raimondo Montecuccoli uno dei più grandi condottieri del XVII secolo al servizio degli Absburgo che, nella lontana San Gottardo, sul fiume Raab, al confine attuale tra Austria e Ungheria, vinse una battaglia contro i Turchi, decisiva per le sorti dell’Europa.

    Ma torniamo a noi: sabato 17 giugno esercitazione di P.C. guidata da Guido Manzini con l’attuazione di nove cantieri che, in altrettanti paesi, sono intervenuti in siti abbisognevoli di ripristino; vi hanno partecipato 150 volontari del raggruppamento dell’Emilia e Romagna. A sera riunione straordinaria del Consiglio direttivo sezionale nella sala consiliare con l’intervento del sindaco Romano Canovi, fresco di nomina e del presidente Perona. Del sindaco ci sono piaciute le parole conclusive che hanno indicato nell’amor di Patria e nell’attaccamento alla Bandiera i valori che devono sostenere gli italiani prendendo ad esempio gli alpini.

    Il presidente Perona ha sottolineato come il sindaco rappresenti il collegamento tra gruppi alpini e realtà territoriale e come, per contro, i capigruppo guardino al primo cittadino come al referente più accreditabile. Dopo cena, al teatro Mac Mazzieri, rassegna di cante alpine e del folclore locale da parte dei cori Voci del Pelago , La Secchia dell’ANA di Modena e Montecuccoli di Pavullo.

    Nell’intermezzo consegna di dodici borse di studio a studenti degli istituti superiori della città, intitolate al mai dimenticato generale di C.A. Mario Gariboldi di cui ci piace ricordare l’austera figura di alpino, presidente onorario della sezione, andato avanti pochi mesi fa; erano presenti la moglie, signora Marisa e il figlio Vittorio capitano di complemento degli alpini. La consegna della Bandiera ai presidi degli stessi istituti ha concluso la giornata. Domenica la cerimonia che ha seguito i consueti canoni; erano presenti otto vessilli tra cui quello del Cile che qui giocava in casa essendo il suo presidente, Degli Esposti, di queste plaghe, tanti gagliardetti e tanti sindaci con i gonfaloni del loro Comune tra i quali quello di Carpi decorato di Medaglia d’argento al V.M. e quello di Pavullo insignito della Croce al Valor militare.

    Hanno accompagnato le bande di Pavullo e di Lama di Mocogno. Mons. Pierino Sacella cappellano dell’Accademia militare, fiero del cappello di ufficiale superiore di artiglieria da montagna, ha spezzato il pane divino. Tra gli intervenuti il presidente della commissione della Regione per il territorio montano, Gian Carlo Muzzarelli di Fanano, comune del comprensorio. Abbiamo appreso da lui del suo progetto Appennino , popolarmente noto come della mezz’ora tendente a dare al cittadino della zona montana una viabilità scorrevole che gli consenta di giungere nel capoluogo di interesse in trenta minuti qualunque sia il punto di partenza. Progetto interessante che richiama la salvaguardia della montagna, uno degli obiettivi dell’ANA.

    Una corona è stata deposta ai piedi del monumento all’Alpino, dello scultore pavullese Babini, che nulla concede alla retorica: un alpino con zaino e fucile in piedi su due alte steli di roccia in atteggiamento pensoso. Il sindaco Canovi, solo accanto alla corona, per tutto il tempo dell’inno al Piave, è rimasto sugli attenti, a capo chino in atto di profondo rispetto; si capiva che viveva intensamente quel momento. Ne siamo rimasti colpiti.

    La giornata si è chiusa qui: il capogruppo Martensi e i suoi due colleghi Lovati e Fulgeri, possono dirsi soddisfatti del lavoro compiuto, così come il presidente Basso. Speriamo che la loro azione, unita a quella dei colleghi, induca i giovani ad arruolarsi come alpini volontari, sì da rinsanguare questa bella sezione che non merita di vivere solo del ricordo del passato.

    Cesare Di Dato