Memoria e spirito positivo

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    Se l’Associazione avesse una capitale morale, quella sarebbe la memoria. E non solo legata ai fatti bellici di cento e più anni fa, ma che s’allaccia a un presente vicino. Nel lungo elenco compare la grande alluvione del 1994 quando il Tanaro esondò provocando 70 vittime e danni enormi.

     

    Erano i primi giorni di un novembre uggioso e piovoso; il fango coprì case, strade, paesi interi. Allora gli alpini arrivarono da ogni parte, faticarono con pale e badili. A emergenza conclusa la città di Asti per riconoscenza, consegnò all’Associazione la cittadinanza onoraria. Questa memoria recente è stata il filo conduttore della consueta serata del sabato.

    Al teatro Alfieri, sul palcoscenico cittadino più elegante, un parterre prestigioso ha salutato gli alpini e la città. Il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, artigliere alpino del 6º da montagna, il Presidente della Provincia Marco Gabusi e il sindaco Fabrizio Brignolo a rappresentare il territorio e la città; il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano accanto al comandante delle Truppe Alpine, gen. C.A. Federico Bonato rispettivamente per le Forze Armate e per gli alpini in armi. E per l’Ana il Presidente nazionale Sebastiano Favero insieme al padrone di casa, il Presidente della Sezione di Asti Adriano Blengio. A dettare i tempi, con eleganza di stirpe, il tenente alpino Guido Carlo Alleva, avvocato.

    È stato proprio il Presidente Chiamparino a delineare il forte legame che unisce le penne nere a questo territorio da sempre zona di reclutamento alpino. Un legame consolidato dai tragici momenti che hanno seguito l’alluvione del 1994, «furono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarsene». Continua: «Poco fa camminando per raggiungere il teatro ho incrociato lo sguardo di un alpino. Dieci secondi di esitazione, poi una grande gioia: era un mio commilitone! Sono testimone di cosa sia l’alpinità.

    Nel suo volto, come in quelli che ho visto attorno a me in questi giorni, facce di giovani e di vecchi, ho ritrovato quella credibilità di cui ha bisogno il nostro Paese per ripartire, per ritrovare nuovo vigore». «Contano i fatti, ma è importante anche l’animo con il quale si affrontano le sfide» ha dichiarato Brignolo «e in questo gli alpini fecero la differenza: nel 1994 lavorarono senza risparmiarsi. E il loro spirito positivo, fu fondamentale nella ricostruzione. Un valore che dimostrarono sul campo».

    Quindi il conferimento del Premio Giornalista dell’Anno 2015 a Lucia Bellaspiga di Avvenire e a Dario Ricci di Radio 24. Il contributo annuale in denaro che l’Ana destina alla Fondazione don Carlo Gnocchi è stato consegnato dal Presidente Favero nelle mani di monsignor Angelo Bazzari. A questo si aggiungono le donazioni alle realtà che operano sul territorio: alla Congregazione delle Figlie di Nostra Signora della Pietà, donato a suor Luigina; all’Associazione Creando Insieme, sul palco Silvana Guiotto e, infine, all’alpino Marcello Follis per l’Anffas.

    Due contributi video, uno delle esercitazioni degli alpini in armi e l’altro delle molteplici e straordinarie attività degli alpini in congedo, a cui non ci abitueremo mai, hanno mostrato due splendide realtà che raccontano la stessa storia. Lo ha detto il comandante delle Truppe Alpine gen. Bonato e lo ha ricordato il gen. Graziano: «È una saldatura che racchiude il significato profondo dei valori alpini». Nel finale il Presidente Favero ha ribadito come «i due contributi video ci abbiano mostrato gli alpini sempre pronti, in ogni circostanza, in ogni momento». E in ultimo un appello alle istituzioni: «Pensando ai giovani, a un loro possibile impiego volontario, mi permetto di ricordare ai politici come la cultura senza l’identità sia niente altro che uno scrigno vuoto».

    Sul palco, ospite d’onore, anche il Presidente della Croce Nera Austriaca Peter Rieser a testimoniare come la storia scritta dai volti dei Caduti, unisca e affratelli persino gli avversari. Lo scrisse anche un figlio illustre di queste terre, Cesare Pavese, che nel suo diario Il mestiere di vivere, annotava: “Quando un popolo non ha più un senso vitale del suo passato, si spegne”. Correva l’anno 1939.

    Mariolina Cattaneo

    lalpino@ana.it


    Al Presidente Favero il titolo di Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana

    Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato il messaggio di saluto agli alpini convenuti ad Asti e ha consegnato per tramite dell’onorevole Carlo Giovanardi il titolo di Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana al Presidente dell’Ana Sebastiano Favero.